Vi capita mai di pensare a quanto i social spiano e controllano le nostre vite? Vi rendete conto che il “Grande fratello” di cui scrisse Orwell nel libro “1984” (pubblicato nel 1949) di fatto esiste davvero? Parlate con un amico di mutande e vi arrivano le pubblicità delle mutande, scrivete su un social un pensiero forte che secondo non si sa chi non è in linea col pensiero di non si sa che cosa e venite bloccati dal Grande fratello che spia tutto, vede tutto e decide per tutti, blocca perfino presidenti, artisti, giornali quotidiani… E non si sa chi sia l’essere umano che prende queste decisioni, sempre che sia un essere umano e non un’intelligenza artificiale.
Io non sono un gossipparo, non amo i pettegolezzi e francamente non so che faccia abbiano Harry e Meghan, ma so chi sono e ho letto che hanno deciso di abbandonare i social, perché al loro interno c’è troppo odio. Bravi, finalmente qualcuno che usa il cervello e il cuore prima dell’audience, qualcuno che cerca di frenare quella che mi sembra una follia collettiva che sta portando l’umanità verso il soggiogamento.
Sarò un nostalgico, un sognatore, ma io voglio tornare al bel libro di carta profumata al posto degli e-book, voglio tornare a usare il juke box al bar al posto della playlist e voglio andare a fare la spesa al mercato anziché ordinare online.
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