Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, ha vinto la sfida con Hillary Clinton, contro tutti i sondaggisti che lo davano perdente, proprio come davano perdente la “Brexit” nel referendum britannico.
Ci sono motivi che ci devono rendere felici di questa vittoria e altri che ci devono preoccupare. Dobbiamo essere felici perché, se ha vinto Trump, vuol dire che il popolo può ancora decidere qualcosa (bene o male che sia) contro i “poteri forti”, proprio come accaduto in Gran Bretagna con la Brexit. Inoltre, felici perché la Clinton, che non ama affatto i russi, non avrebbe mai tolto le sanzioni economiche a Mosca, sanzioni che stanno uccidendo alcuni settori dell’economia italiana.
Ma dobbiamo essere anche molto preoccupati perché su certi temi, sia interni che internazionali (dai messicani al riscaldamento globale), la posizione di Trump è a dir poco imbarazzante e non è un caso che il primo commento dall’Unione Europea sia stato del presidente del Parlamento, Martin Schulz, che ha affermato come questa vittoria renderà più difficili i rapporti Usa-Ue.
D’altra parte, ricordo benissimo lo scetticismo quando fu eletto Presidente Ronald Reagan, che i media per tutta la campagna elettorale avevano ridicolizzato come un attore di secondo piano. E’ vero, a Hollywood era un attore di secondo piano, ma alla Casa Bianca si rivelò uno dei migliori Presidenti degli Usa. Succederà lo stesso con Trump? Sperém in ben!
Piero Uboldi
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