
Collana di perle, sigaretta accesa, eccentrica e imprevedibile, sempre in bilico tra follia e lucidità. Nelle sue poesie Alda Merini ha dato voce alle scomodità dell’anima, ai tormenti dell’amore ma anche alle inquietudini dei diversi, degli esclusi dalla società. A 90 anni esatti dalla nascita il 21 marzo, Giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco, la voce della poetessa autrice tra gli altri di “Terra Santa” e l'”Altra Verità. Diario di una diversa” torna a rivivere. Da Carmignano (Prato), sede del premio di poesia Bacchereto, dove verrà presentata una scultura realizzata dall’artista Luigi Petracchi ai documentari trasmessi in televisione sono tante le iniziative in programma per omaggiare l’artista milanese, vincitrice di diversi riconoscimenti poetici e più volte candidata al premio Nobel per la Letteratura.
Da Cislago la ricorda Carla Mantegna che la conobbe di persona quando nel 2003 portò in scena, insieme alla compagnia teatrale mozzatese ‘Percorsi Teatrali’, Manicomi vuoto d’amore, un’interpretazione di alcune poesie che raccontavano la sconvolgente esperienza manicomiale della Merini. «Donna profonda ma allo stesso tempo leggera – racconta – Andavo a trovarla a casa sua, abbiamo trascorso insieme diverse domeniche pomeriggio. Una volta, ricordo, abbiamo recitato insieme una sua poesia, un’esperienza emozionante. Lei osservava la vita, mi ha insegnato molto la leggerezza anche nei piccoli piaceri».
Nella “sua” Milano, verrà inaugurata la nuova Casa delle Arti – Spazio Alda Merini con l’evento “Il sogno canta su una corda sola” trasmesso in diretta streaming su Facebook e Instagram a partire dalle 10.30. Ventuno voci femminili seguiranno – distanziate 14 metri l’una dall’altra – un percorso simbolico che parte dal ponte sul Naviglio, a lei intitolato, fino a via Magolfa, sede dello Spazio che sarà gestito dall’associazione “Piccola Ape Furibonda”. Le donne – artiste, attrici, ex detenute, cittadine – collegate tra loro dalla corda di un telefono senza fili realizzeranno un passaparola formato da 90 titoli di poesie unendo persone con vissuti e storie differenti. «L’ispirazione mi è venuta direttamente da un’immagine di Alda che dettava al telefono le sue poesie. – dice l’artista, Andrea Bianconi che ha realizzato la performance creata su invito dell’associazione culturale Cetec e Casa Testori, con la collaborazione artistica di Donatella Massimilla. – Ho voluto trovare un legame rispettando il distanziamento fisico che ci è imposto rendendo omaggio alla sua voce che per lei era un atto creativo». La poesia che chiuderà la catena umana formata da donne, tutte vestite di bianco “in omaggio alla purezza della poesia”, sarà il Vuoto d’Amore dove Alda Merini ricorda proprio la sua nascita, il 21 marzo 1931:
“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta”.
Claudio Agrelli
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