Olimpiadi Milano-Cortina: anche un bollatese tra gli organizzatori.
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si sono appena concluse, in attesa della partenza delle Paraolimpiadi che si terranno da oggi 6 marzo fino al 15, ed è tempo di bilanci. Il modello organizzativo è stato elogiato da stampa e delegazioni estere che lo hanno definito innovativo a livello globale.
Una macchina che non si è fermata per due settimane, e tra loro a lavorare a gestire team leader e volontari arrivati da tutto il mondo c’era anche il bollatese Fabio Mornati.
Lo abbiamo intervistato subito dopo la conclusione dei Giochi.
Olimpiadi Milano-Cortina: un’esperienza impegnativa
“È stata un’esperienza intensa e impegnativa, ma gratificante, sia dal punto di vista professionale che umano. Io sono stato supervisore alla Ice Skating Arena di Assago dove si sono svolte le gare di pattinaggio di figura e short track. Seguivamo la parte organizzativa interna ed esterna consapevoli di avere gli occhi del mondo puntati su di noi. Abbiamo visto da vicino e coordinato la parte dei servizi operativi, hanno partecipato diversi tipi di security tra cui l’esercito del Qatar, e l’ICE americano. Seguivamo i vari piani dell’arena, dalle aree esterne a quelle interne. Sotto di noi avevamo dei team leader da coordinare che a loro volta avevano dei volontari”.
Fabio ci racconta che tra loro comunicavano in inglese e che c’era il rispetto dei turni di lavoro organizzati in 8 ore al giorno, con la pausa, e due giorni di riposo, uno in settimana e l’altro nel weekend. Il primo turno iniziava alle 6 del mattino e l’ultimo turno terminava a tarda notte.
“Ho imparato a conoscere anche il pubblico che ruota intorno alle due discipline che hanno gareggiato ad Assago, quello passionale dello short track e quello attento del pattinaggio figurativo dove lo sport si fonde con l’arte. Ho visto da vicino tutti gli atleti e anche tanti personaggi pubblici: Sergio Mattarella, Djokovic, Snoop Dogg, Simone Biles, Jeff Goldblum, Jackie Chan e molti altri”.
Le polemiche sul caro biglietti
Parlando del pubblico, chiediamo a Fabio un suo parere in merito alle polemiche sul caro biglietti definiti eccessivi e che non hanno reso accessibile a tutti la possibilità di assistere dal vivo.
“Non entro in merito alla questione non essendomi occupato del ticketing. Forse, vedendo il target internazionale e il potere di acquisto del pubblico presente, posso pensare sia stato ragionato tenendo presente lo spettatore americano, canadese e russo che effettivamente era molto presente. Ma questo è il mio parere, molti italiani so che hanno comunque partecipato tra allenamenti, a prezzi ridotti, o iniziative con partner e sponsor”.
Fabio ci racconta anche che da bambino seguiva le olimpiadi e da spettatore ha sempre desiderato di poter farne parte: “Sono contento di esserci riuscito, un’esperienza unica e speciale essendo anche a casa nostra. Ho respirato il clima internazionale, ho vissuto la magia del backstage di un evento mondiale. Al di là delle critiche, credo che questa esperienza per Milano abbia lasciato delle potenzialità per promuovere lo sport invernale e utilizzare strutture come il Villaggio Olimpico, futuro studentato, o l’Arena Santa Giulia, per prossimi eventi live e concerti, con un’utilità comune”.
Manuela Miceli




