
di Stefano Di Maria
Quando in una serie la semplicità è vincente. In attesa della seconda stagione di MODERN LOVE, in arrivo in agosto, riscopriamo questa dramedy che ha fatto parlare molto di sé per come affronta il tema dell’amore in tutte le sue forme. Da quello passionale, che suscita i brividi e fa salire il sangue alla testa, a quello della terza età, maturo e meno istintivo, dagli amori diversi (quelli gay ma non solo) all’amicizia.

Diretta da John Carney, questa ottima produzione degli Amazon Studios prende spunto da una rubrica settimanale del New York Times, che racconta le storie d’amore degli abitanti della Grande Mela. La serie è dunque una trasposizione di vicende vere, che esplorano questo sentimento nelle sue molteplici sfaccettature: romantico e platonico, sessuale, quello che si prova per se stessi o per la propria famiglia. Ogni episodio è antologico: la tenera amicizia di un portiere con un’inquilina dello stabile, l’intervista (rivelatrice) al creatore di una chat d’incontri, una ragazza bipolare che fatica a gestire la sua vita amorosa e lavorativa, la pazza notte in cui s’innamorano due ragazzi, una coppia gay che per avere un figlio si affida a una madre surrogata senza tetto, l’evoluzione dell’amore in un matrimonio decennale, una ragazza che trova nel suo capo il padre mai avuto, quanto può essere intenso l’amore “anziano” sbocciato all’improvviso. Più breve l’ultimo episodio, che si conclude recuperando le sette storie precedenti per svelarcene l’antefatto o l’epilogo.
Il rischio di cadere nella retorica e nel melenso era dietro l’angolo. Invece non accade in nessun episodio. Sta tutta qui la forza di MODERN LOVE, che racconta l’amore come nessuno lo aveva mai fatto in un prodotto seriale: creando empatia coi protagonisti e facendoci riconoscere con le loro storie personali, che poi sono quelle di tutti, anche se i personaggi sono dei benestanti che vivono in case da sogno. Perché l’amore, quello vero, sincero, non ha bisogno di essere raccontato con chissà quali escamotage: basta rappresentarlo così com’è, proprio come fa la rubrica del New York Times, che per questa formula ha avuto tanto successo.

Un’altra carta vincente dello show sta nel cast di tutto rispetto: troviamo, fra i tanti, una Anne Hathaway in splendida forma nella parte di una ragazza bipolare, e Andy Garcia in un inedito ruolo che gli calza a pennello nel secondo episodio. Non da meno la fotografia, che cristallizza gli angoli, i giardini, le strade e gli edifici più belli di New York: più che fare da sfondo alle vicende raccontate, sembra che ne facciano parte quanto i personaggi.
MODERN LOVE, disponibile in otto episodi su Amazon Prime Video, è una serie adatta a tutte le età, così ben confezionata che appena finisce un capitolo (di circa 30 minuti) si ha subito voglia del successivo per scoprire una nuova storia. Non resta che attendere l’imminente seconda stagione.
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