Rinviato al 24 marzo il processo contro le due aziende del Comasco accusate di essere la fonte dei miasmi che non danno pace in paese e nel vicino comune di Turate. Davanti al giudice di Como, si sarebbe dovuta tenere la terza udienza con l’audizione dei testi, fra cui anche il sindaco turatese Alberto Oleari: c’è stato tuttavia un rinvio. Nulla di fatto per il momento, ma le tre amministrazioni – che si sono costituite come parti offese – sono fiduciose. E’ la prima volta, infatti, che due aziende vanno a processo per i miasmi che non danno pace alle famiglie, costrette a tenere le finestre chiuse e a sopportare a intermittenza odori definiti “nauseabondi”.
Le ditte sono state identificate dopo le segnalazioni dei cittadini della Bassa Comasca e del Saronnese, esasperati a tal punto che era stato presentato un esposto dall’amministrazione di Turate. Era seguito l’avvio delle indagini, al termine delle quali il giudice aveva deciso il rinvio a giudizio per le ditte in questione.
I sindaci di Gerenzano, Cislago e Turate hanno istituito un coordinamento di enti locali in materia di tutela ecologica e della salute pubblica: l’obiettivo è promuovere azioni civili ed esposti con mandato di assistenza, difesa e rappresentanza legale. La presa di posizione netta e collegiale è scaturita proprio dalla questione puzze. Il fenomeno è stato portato più volte all’attenzione di Arpa Varese e Como, facendo presente che gli odori sono di diversa tipologia. Una situazione definita “di grave criticità per l’ambiente e la popolazione”: per questo si sono svolte riunioni fra i Comuni della zona ed è emersa la volontà di approvare l’accordo di programma. “Attendiamo con fiducia e pazienza lo svolgersi del processo, augurandoci che possa portare risultati concreti e soddisfacenti”, rimarcano le amministrazioni.
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