di Stefano Di Maria
Non sapete quale serie tv cominciare questo fine settimana? Cercate qualcosa di imperdibile ma che si è smarrito nell’immenso catalogo di Netflix? Corriamo in vostro aiuto suggerendovi QUANDO GLI EROI VOLANO, fra le chicche della piattaforma ancora disponibili ma finite nel dimenticatoio.

WHEN HEROES FLY, questo il titolo originale, fa parte di quella serialità israeliana che riscuote grande successo in Patria e viene esportata nel mondo grazie ai colossi dello streaming. Si tratta di una miniserie del 2018 creata da Omri Givon e basata sull’omonimo libro di Amir Gutfreund. Un viaggio emotivo e avventuroso fra Tel Aviv e Bogotà, due realtà completamente diverse.
Protagonisti alcuni ex soldati israeliani. Ognuno a modo suo traumatizzato dalle esperienze di guerra, dopo molti anni si ritrovano tutti per cercare la fidanzata di Aviv, Yaeli, che credevano morta. Da quando uno di loro trova la sua foto su un giornale colombiano, la loro vita cambia drasticamente: lasciano Tel Aviv per raggiungere la giungla sudamericana, dove la ragazza (che è anche la sorella di uno degli ex militari) si è unita a una setta. Riusciranno a riportarla a casa? Lo spettatore viene così trasportato in un viaggio con molti salti temporali: numerosi i flashback sui protagonisti, le cui vite sono cambiate dopo la guerra e la perdita del loro comandante sul campo. Nel presente, invece, dovranno vedersela con funzionari d’ambasciata corrotti, narcos, discepoli di una setta e tossicodipendenti… Fino a quando fa la sua comparsa una agente della polizia israeliana che volerà a sua volta a Bogotà per risolvere il caso di una catena di morti per droga a Tel Aviv: un’indagine che finirà con l’incrociarsi col destino dei soldati che cercano Yaeli. Commovente l’interpretazione di Yaeli Sharoni, perfetta nel rappresentare il travaglio interiore di una donna che cerca di rifarsi una vita dopo la perdita del marito e del figlio in un attentato.

QUANDO GLI EROI VOLANO è la storia di una grande amicizia ma anche di quanto una guerra possa essere traumatizzante per chi la combatte, al punto da condizionarne la vita facendogli rompere anche gli affetti più veri. Ben tratteggiati i caratteri dei personaggi, tutti profondamente diversi, grazie a una scrittura che ha lavorato bene su ciascuno di loro. Perfetta la fotografia, che ci restituisce tutta la luminosità e i colori d’Israele e della Colombia, per altro con riprese mozzafiato della lussureggiante giungla.
La serie ha vinto il premio come miglior serie Tv alla prima edizione di “Canneseries”, festival francese dedicato al mondo delle serie e miniserie televisive.
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