Garbagnate, Paolo Candusso ricrea Leonardo Da Vinci.
Ha realizzato 100 modelli (tutti funzionanti) basandosi sui disegni del Genio. Un tesoro da salvare
Il territorio garbagnatese fra le sue innumerevoli risorse offre il patrimonio delle “macchine di Leonardo” realizzate dall’artista Paolo Candusso, classe 1937, originario di Muris di Ragogna in provincia di Udine.
Il Notiziario le ha visitate e ha intervistato Candusso che così si è raccontato nella sua formidabile passione e formazione.
Quando ha percepito di avere estro e abilità?
“A 14 anni per la promozione alla scuola professionale di San Daniele mi son fatto regalare dalla mamma un pezzo di paesite, l’attuale compensato, e sopra ho costruito il biliardino, calciobalilla, con delle assi di legno, le manopole con delle vimini di castagno raccolte nel bosco, le reti con un pezzo di sacco… E’ stato l’inizio”.
Quando ha creato la prima “opera” che le ha dato vera soddisfazione?
“Nel 1960 ero a militare come manutentore di artiglieria: stavo in artiglieria senza sapere che esisteva il modellismo ma mi è riuscito di realizzare un veliero copiandolo da su un pacchetto di sigarette. Lo scafo era di cartone rivestito di velluto con vele e cannoni, lo conservo gelosamente: il suo nome è Alba, regalato a RosAlba futura mia moglie”.
Come nasce la sua passione di realizzare le opere disegnate da Leonardo da Vinci?
“Il modellismo navale mi ha causato la cervicale e, non sapendo cosa fare, un giorno ho visto sul settimanale “Panorama” la foto della bicicletta di Leonardo accanto a quella di Moser. Senza sapere dove mi sarei cacciato, ho voluto provare a realizzarla. Abito vicino alla biblioteca e dai libri presi in prestito con soggetto Leonardo, ho iniziato a costruire le prime macchine.
Per caso ho conosciuto il professor Ferruccio Dendena titolare della Anthelios Comunicazioni che venne a vedere i modelli già fatti. Mi è stato d’aiuto nella documentazione e nelle mostre fatte in seguito. La collaborazione con Ferruccio ha dato frutto nella realizzazione dell’orologio astronomico di Chiaravalle. Aveva in prestito per le sue mostre un orologio del progettista Boldetti quando mi chiese di costruirlo. Gli chiesi se funzionava, ma la risposta è stata negativa, non ha mai funzionato. Me lo ha portato a casa e io ho provato a fare delle modifiche agli ingranaggi del pendolo. Riuscito nell’intento presi coraggio a riprodurlo in scala 1 a 2.
L’ho ultimato nel 2012: è un’opera infinita e funzionante, una meraviglia se si pensa che i denti sono di un millimetro di diametro. In tredici anni ho costruito 100 modelli tutti funzionanti e in grandezza naturale”.
Come ha potuto conciliare questo incessante progetto con il lavoro e la famiglia?
“La passione nel creare è stata maggiore quando sono andato in pensione. Tra l’altro abbiamo ospitato mia suocera invalida, così per essere presente in casa nel contempo potevo stare sui modelli da costruire”.
Garbagnate, le opere di Candusso che ricrea Leonardo richieste anche all’estero
Dove vengono richieste le sue opere?
“La collezione mi è stata richiesta anche da associazioni e musei. Nel 2013 l’orologio è stato portato a Friburgo in Svizzera per i cento anni degli emigranti italiani. Nel 2019 ho avuto la richiesta di partecipare al Columbus Day a New York, una mostra di 4 mesi. Troppo gravosa la trasferta”.
Le scuole con la loro curiosità sono state coinvolte?
“Con le scuole di Garbagnate nel 2010 e nel 2019 sono venute più di 30 classi. Nella prima ero in prima persona a spiegare accompagnato con dei video. Poi in tante città della Lombardia con anche mostre, ad esempio Lomazzo e Como dove sono venute 15.000 persone e 2500 ragazzi”.
Ora che ha 85 anni, continua a lavorare?
“Sì, per l’inverno vorrei rifare l’orologio; già cerco il materiale occorrente”.
Non ha mai pensato di raccogliere in un unico spazio questi piccoli e grandi “tesori”?
“Sì, la collezione potrebbe avere questo futuro, ma ho poca fiducia in ciò. Se magari trovo un appassionato di Leonardo che ha possibilità, lui sì che la valorizzerebbe…”.
In famiglia c’è chi ha raccolto la sua competenza?
“In famiglia figlio e nipote non hanno potuto seguirmi in questi anni in ciò che ho realizzato, ma saranno loro e sapranno conservare o vendere le tre collezioni che ho in casa”.
Ha mai ricevuto dei riconoscimenti dalle nostre istituzioni pubbliche cittadine?
“Ho ricevuto molti riconoscimenti nelle mostre fatte in tanti anni, ma Garbagnate non lo ha fatto”. L’auspicio è che il patrimonio prodotto da Candusso abbia continuità nel tempo così da coinvolgere le giovani generazioni nell’impegno della valorizzazione di questa bellissima arte.
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