Milano non è maglia nera, ma poco ci manca, nella poco invidiabile classifica delle città con la peggiore qualità dell’aria: lo dice il rapporto di Legambiente, che prende in esame i campionamenti dei 29 capoluoghi che hanno superato i limiti di legge e denuncia come “I livelli di inquinamento italiani ancora sono troppo alti, serve un cambio di passo”.
Qualità dell’aria a Milano e nell’area metropolitana, da Bollate a Saronno
Un rapporto a tinte fosche per Milano, quello che emerge dai dati raccolti da Legambiente e relativi all’anno 2022: peggio del capoluogo regionale lombardo se la passa solo Torino, in base ai dati da inquinamento di particolato, il noto Pm10. Un primato frutto dei 98 giorni di sforamento contro i 35 consentiti dalla normativa, rispetto ai 50 microgrammi per metro cubo. I dati elaborati su Milano, inevitabilmente, si allargano con proporzioni analoghe alla cintura metropolitana che racchiudono la città, come dimostrano anche i rilevamenti delle scorse settimane sul territorio, da Bollate a Saronno.
La qualità dell’aria: in Italia un quinto dei morti europei per fattori ambientali
A Milano, l’allarme smog conta 84 giorni di sforamento. Dati, naturalmente, “non sufficienti per garantire la salute dei cittadini, in considerazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che entreranno in vigore dal primo gennaio 2030”, ha spiegato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, a Il Corriere della Sera. “L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza e, in Europa, è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali. L’Italia ha un triste primato con più di 52 mila decessi annui da PM2.5, pari a un quinto di quelli di tutto il continente”.
Inquinamento atmosferico: zone 30 all’ora, percorsi ciclabili e mobilità elettrica
Tra le proposte avanzate da Legambiente per contrastare cause ed effetti dell’inquinamento atmosferico, quello di politiche mirate su mobilità, riscaldamento degli edifici e interventi su industria e agricoltura: “Più aree pedonali, zone 30 all’ora, promozione dei percorsi sicuri per le biciclette e delle reti di ricarica dei mezzi elettrici“.
Redazione web
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