Una sorta di guerra degli orti comunali, quella in corso a Cusano Milanino, con il nuovo regolamento approvato il 30 novembre scorso, dopo una serie di emendamenti, dal consiglio comunale, ma con gli ortisti che oggi – a meno di tre mesi dall’adozione dello strumento – ritengono la situazione peggiorata, anche per la difficoltà nell’interloquire con gli uffici.
Cusano Milanino, la guerra degli orti: criteri di assegnazione e rotazione
Il proposito dichiarato era quello di inaugurare un nuovo corso nel segno della trasparenza, dell’aggiornamento dei criteri di assegnazione per garantire la rotazione e la fruizione di un numero maggiore di cittadini e del coinvolgimento dei conduttori mediante organismi partecipativi, in modo da responsabilizzarli nella conduzione degli orti nel periodo di concessione e migliorare la loro gestione.
Ma, come detto, gli ortisti storcono il naso. Anzitutto trovano che vietare alle coltivazioni di superare l’altezza di 120 centimetri sia andare contro natura, poiché, a loro dire, ci sono specie che oltrepassano questo limite. Poi dicono che interloquire con gli uffici è diventato molto complicato, pur previsto dal regolamento. “La nostra impressione – spiega Biagio Simeone in rappresentanza degli ortisti- è che con le restrizioni introdotte si stia tentando di eliminare progressivamente gli orti (oggi 42, ma effettivi 36), nonostante la dichiarazione che si voglia favorire la permanenza dei pensionati nella sfera sociale e familiare e stimolare la partecipazione nella vita collettiva”.
Orti a Cusano: l’altezza delle piante, il tema assegnazioni
La presa di posizione degli ortisti è netta: “Oltre al limite dell’altezza delle piante, non si fa in tempo a prendere in carico un orto che già lo si deve lasciare, essendo stata ridotta a 3 anni l’assegnazione. Non solo. Da anni non si assegnano orti, gli ultimi risalgono ad almeno 4-5 anni fa. E come se non bastasse in ottobre è stata fatta la pulizia degli orti liberi, ma è stato un lavoro inutile, poiché, non procedendo rapidamente all’assegnazione, è tornato tutto come prima. La nomina di due referenti per segnalare in municipio anomalie, disfunzioni e inadempienze ha più uno scopo delatorio che altro”.
Domenico Vadalà
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