Case green con classe energetica D entro il 2033, il semaforo verde che arriva dall’Europa non piace all’Italia e rischia di creare seri problemi per milioni di italiani.
Case green entro il 2023, semaforo verde dall’Europa
La direttiva sul rendimento energetico degli edifici è stata approvata in prima lettura – con 343 voti a favore, 216 contro e 78 astenuti – dal Parlamento europeo: prima della versione definitiva della direttiva, previsto il trilogo con il Consiglio e la Commissione europea, con la successiva versione definitiva che a quel punto dovrà entrare in vigore ed essere applicata dagli Stati membri.
Case green e le direttive dell’Europa: contrarietà del governo italiano
Forti perplessità sono state espresse dal governo italiano, per voce del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin: “La direttiva sulle Case Green approvata in Parlamento europeo è insoddisfacente per l’Italia. Anche nel Trilogo, come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell’interesse nazionale”, ha spiegato il ministro, come riporta Il Corriere della Sera.
“Individuare una quota di patrimonio edilizio esentabile per motivi di fattibilità economica è stato un passo doveroso e necessario, ma gli obiettivi temporali, specie per gli edifici residenziali esistenti, sono ad oggi non raggiungibili per il nostro Paese. Nessuno chiede trattamenti di favore, ma solo la presa di coscienza della realtà: con l’attuale testo si potrebbe prefigurare la sostanziale inapplicabilità della direttiva, facendo venire meno l’obiettivo ‘green’ e creando anche distorsioni sul mercato”.
Le tempistiche per arrivare alle case green che vuole l’Europa
Le indicazioni del Parlamento europeo prevedono che gli edifici raggiungano almeno la classe energetica E entro il 2030 e la D entro il 2033, oltre che la neutralità assoluta entro il 2050. Gli edifici non residenziali e quelli pubblici dovranno raggiungere gli stessi obiettivi entro il 2027 e il 2030.
Redazione web
Leggi ilNotiziario anche da pc, smartphone e tablet. Clicca qui per la nostra edicola digitale
Nel testo possono essere presenti contenuti promozionali sponsorizzati
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




