Il 26 settembre scorso in questa stessa colonna scrivevo un editoriale dal titolo “Il mondo che non voglio”, in cui raccontavo la mia paura che Trump volesse allinearsi a Russia e Cina nel costruire un nuovo ordine mondiale, demolendo l’Europa che per loro ha troppa democrazia. Concludevo con la speranza che il mio fosse solo un incubo, un brutto sogno.
Tuttavia, giorni fa gli Usa hanno pubblicato il “Documento sulla sicurezza nazionale” in cui si parla di un’Europa alla deriva, che viene vista dagli Usa quasi come un nemico pericoloso più che un fedele alleato. L’Europa è accusata di promuovere politiche che minano la libertà, la sovranità e l’identità nazionale, invitando gli Usa stessi a “coltivare la resistenza” all’interno dei Paesi europei rispetto a questa deriva. Ossia: sostenere i sovranisti.
Cosa si cela dietro quel preoccupante documento? Le principali letture degli analisti vanno in due direzioni: o gli Usa vogliono davvero indebolire le nostre democrazie preferendo sistemi più autoritari (l’incubo di cui dicevo), oppure il discorso è economico: vogliono sostenere i sovranismi dei singoli Paesi perché l’Europa se fosse davvero unita diventerebbe un soggetto economico fortissimo, se invece i singoli stati agiscono da soli non contano nulla nel panorama mondiale.
Il problema è che, qualunque sia tra le due direzioni quella che prenderanno gli Usa, noi rischiamo comunque di uscirne con le ossa rotte.
Piero Uboldi




