“Non ho mai voluto uccidere alcun paziente”: Leonardo Cazzaniga, il medico dell’ospedale di Saronno condannato all’ergastolo nel processo Angeli e Demoni, nei giorni scorsi è tornato in tribunale a Milano per l’ultimo dei processi che lo riguardano, quello per la morte di Domenico Brasca, 81enne di Rovello Porro.
Ospedale a Saronno, il processo per la morte dell’anziano di Rovello Porro
Brasca era morto in ospedale a Saronno il 14 agosto 2014: Cazzaniga, condannato in Cassazione all’ergastolo nel caso dei morti in corsia all’ospedale di Saronno, è stato chiamato a deporre per l’ultimo filone giudiziario ancora aperto e relativo proprio alla morte dell’uomo di Rovello Porro.
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Il processo Angeli e Demoni per i morti in corsia all’ospedale di Saronno
Cazzaniga si è dichiarato estraneo alla morte di Brasca, così come a tutti gli altri decessi che gli sono stati attribuiti: “Non ho mai programmato, predetto o desiderato la loro morte”, ha dichiarato l’ex medico dell’ospedale di Saronno. Il medico è stato condannato all’ergastolo per 12 omicidi: 10 suoi pazienti morti in ospedale tra il 2011 e il 2014 e per il decesso del marito e del suocero dell’infermiera Laura Taroni di Lomazzo, sua amante e infermiera nello stesso ospedale di Saronno. Cazzaniga è stato condannato per aver somministrato farmaci che avevano condotto alla morte le persone a cui erano stati somministrati. Stando alla sua tesi difensiva, il trattamento avrebbe dovuto servire a ridurre le sofferenze di persone in fin di vita.
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