Case popolari ed energie rinnovabili, interventi di Regione Lombardia ad Arese e Senago. Sì, perché la qualità dell’abitare, fonti rinnovabili, comunità energetiche, risparmio per le famiglie, riqualificazione dei palazzi pubblici, sono alcuni dei temi toccati dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, nel suo intervento al XV Workshop annuale Oir organizzato da Agici: ‘Sviluppo delle rinnovabili e creazione di valore per territori e cittadini: le imprese italiane in azione!’.
Case popolari ed energie rinnovabili, investimenti ad Arese e Senago
La riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e l’utilizzo di energie rinnovabili anche nelle case popolari, con progetti che coinvolgono anche Arese e Senago, è lo step successivo compiuto dalla Regione. Si tratta, ha sottolineato, “di una delle grandi sfide del nostro tempo”, che Regione Lombardia per quanto riguarda la riqualificazione del suo patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sta affrontando non solo nell’ottica “del risparmio”, ma in quella di un vero e proprio “cambio di vita” per chi abita nelle case popolari.
Un anno fa, Palazzo Lombardia ha stanziato 4,5 milioni di euro ripartiti sulle cinque Aler regionali. “A Milano e provincia – ha informato l’assessore – ci sono già circa 90 fabbricati sui quali sono in corso di realizzazione e in progetto impianti fotovoltaici sulle coperture a servizio delle parti comuni e delle utenze. E, oltre al capoluogo, possiamo ricordare l’avvio di progetti di questo tipo anche ad Arese, Rho, Legnano, Senago, Parabiago, Rozzano, San Giuliano e altri comuni.
I vantaggi delle rinnovabili e i progetti ad Arese e Senago
La realizzazione di impianti fotovoltaici, ha ricordato Franco, “permette una serie di vantaggi sia ambientali che economici: bollette più leggere, valorizzazione dell’energia immessa in rete, riduzione di inquinanti nell’aria”.
Molto interessanti i dati forniti dall’esponente della giunta Fontana. “Ad esempio, sul fabbricato di via Nazario Sauro 120 è stato condotto uno studio per capire in che modo l’impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili potesse soddisfare una quota del fabbisogno di energia elettrica. Dall’analisi delle curve di consumo, ne è risultato un risparmio del 38% dei consumi in regime di autoconsumo e un risparmio pari a 26% di energia non utilizzata direttamente ma condivisa, per cui messa in rete e valorizzata. In termini economici, dalla simulazione si potrà registrare un risparmio pari a circa 4.000 euro annui.
Redazione web
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