L’associazione “Atelier per la pace” di Arese è nata nel marzo 2022 per impulso di 4-5 donne desiderose di fare qualcosa di utile e la guerra in Ucraina le ha dato il “la” per realizzare manufatti per i profughi arrivati sul territorio.
Arese e le 6 spedizioni in pochi mesi per l’Ucraina
Ma volendo fare di più sono entrati in contatto con la Caritas San Martino della Diocesi di Mukachevo, in Ucraina. E da quel momento il rapporto con la Caritas ucraina si è fatto sempre più stretto. Il 30 dicembre scorso con un pulmino hanno raggiunto l’Ungheria e sul confine con l’Ucraina hanno consegnato al rappresentante della Caritas 400 kg di prodotti alimentari a lunga scadenza e unità di continuità per la corrente.
Il 18 gennaio la seconda spedizione con consegna al confine ungaro-ucraino di 50 scatole piene vestiti invernali e coperte. Il 27 gennaio la terza spedizione di 175 scatole di vestiti e scarpe invernali, coperte, prodotti d’igiene e alimentari direttamente alla Caritas di Mukachevo. Il 16 febbraio la quarta spedizione di 360 kg di arance della Calabria sempre a Mukachevo. Il 25 febbraio la quinta spedizione grazie alla raccolta di viveri a opera del liceo Falcone – Borsellino, dell’asilo nido e scuola materna Geis. Il carico con oltre 20 mobili e 240 scatole con prodotti alimentari è stato consegnato alla casa famiglia Sant’Agostino, vicino a Mukachevo.
Vestiti, mobili, cibo e medicinali: le spedizioni da Arese all’Ucraina
La successiva spedizione di beni alimentari e mobili è avvenuta nei giorni scorsi, martedì 20 giugno. “Dalle 3-4 persone inizialmente coinvolte -afferma Annamaria Toth di Atelier per la pace-, il gruppo è cresciuto; ora siamo più di 40, ma ci sono anche le scuole ed aziende con le loro donazioni di tutti tipi (vestiti, mobili, cibo, medicinali ecc). Non siamo solo adulti, perché un aiuto prezioso viene da molti ragazzi che hanno raccolto in prima persona i viveri e che hanno caricato il Tir. Siamo convinti che per loro sia una lezione di vita, mentre aiutano li vediamo carichi e felici di potersi rendere utili. In questi giorni dovremmo formalizzare l’associazione. Intanto continuiamo a tessere rapporti stretti con altre associazioni per poter fare di più per le persone in difficoltà sia sul territorio che lontano”.
Domenico Vadalà
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