La cosa triste è che questo editoriale avevo deciso di scriverlo giorni prima che si verificasse il vergognoso episodio in Albania, col gruppo di italiani fuggiti da un ristorante senza pagare il conto (80 euro in quattro) e con la nostra premier che si è sentita sprofondare nella vergogna poiché proprio in quei giorni era in visita ufficiale a Tirana.
Bagni pubblici a pagamento in Portogallo
Avevo deciso di scriverlo dopo aver trascorso alcuni giorni di vacanza in Portogallo perché in quei pochi giorni per ben tre volte mi sono sentito sprofondare anch’io. In Portogallo (e non solo lì) i bagni pubblici spesso sono a pagamento: belli, puliti, ma bisogna dare 50 centesimi. Capita la prima volta che un tizio entra senza pagare e l’addetto, scuotendo la testa, dice: “Italiani!”. Il giorno dopo scena e commento identici: “Italiani!”. Poi la terza volta col custode che questa volta grida: “Pagare!”.
Portoghesi o italiani che fanno i furbi ?
La cosa triste è che noi chiamiamo “portoghesi” i furbi che entrano senza pagare il biglietto, ma non ci rendiamo conto che i “portoghesi” purtroppo siamo noi, perché tra noi c’è troppa gente che crede di essere più furba degli altri e come risultato ottiene solo quello di farci ridere dietro all’estero. Pensate che su un treno ho trovato non solo il bagno pulito, non solo i fazzolettini di carta al loro posto, ma perfino la scatola di fazzolettini di riserva appoggiate sulla mensola nel caso finissero.
Da noi quella scatola l’avrebbero subito rubata perché tra noi purtroppo abbiamo gente senza un minimo di dignità perfino quando va in bagno.
Piero Uboldi
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