di Stefano Di Maria
Se cercate una serie drama e thriller, breve (solo sei episodi) e appassionante, LE VEDOVE DEL GIOVEDì fa al caso vostro. Rilasciata lo scorso settembre da Netflix, è di produzione messicana, diretta da Humberto Hinojosa e tratta dal libro di Claudia Pineiro. La vicenda raccontata si ispira a una storia vera, accaduta quando l’Argentina ha affrontato la crisi economica più dura della sua storia, trasposta nella mini serie in Messico.

LE VEDOVE DEL GIOVEDì – LA TRAMA – Tante famiglie che nascondono i segreti più terribili
Arrivata a casa, Teresa (Irene Azuela) trova il marito Tano (Omar Chaparro) e due amici morti. La vicenda sciocca i residenti del lussuoso complesso di Altos de las Cascadas, che la etichettano subito come incidente. Ma presto emergono dubbi su quanto “accidentali” queste morti possano essere, rivelando che niente è davvero perfetto come sembra ad Altos de las Cascadas.
Agli occhi di tutti queste famiglie sono perfette e senza macchia, ma nell’intimità delle loro case nascondono i segreti più terribili. Nel paradisiaco complesso di Los Altos de las Cascadas, le apparenze ingannano.

LE VEDOVE DEL GIOVEDI’ – La recensione. Una soap di qualità che affronta temi attuali
A dispetto dell’atmosfera da soap opera che si respira in ogni scena, LE VEDOVE DEL GIOVEDì è uno show ben confezionato e recitato, che fa bene il suo lavoro: intrattenere il pubblico senza mai annoiare, in un mix di dramma familiare e thriller che non dà tregua fin dalle prime sequenze.
Niente di memorabile, s’intende, ma è comunque una miniserie che pone l’accento su temi controversi: dal classismo (emblematica la scena in cui una cameriera riceve in regalo una maglietta smessa ed è poi costretta a restituirla alla padrona che si è dimenticata di avergliela data) alla violenza sulle donne, dalla crisi della famiglia tradizionale al timore dei ragazzi di vivere l’omosessualità (circostanza seppure accennata), al coraggio di assumersi le proprie responsabilità.

A colpire è come un gruppo di famiglie superricche, realtà sempre più diffusa con l’allargarsi della forbice fra ricchi e poveri, possano crearsi la loro isola felice: un quartiere lontano dai pericoli della città, protetto dall’esterno ma non dal suo interno, che nasconde rischi forse ben più gravi. Ma a farne le spese saranno gli uomini, non le donne, che si rivelano invece più forti e anche coraggiose, capaci di fare scelte importanti.
GIUDIZIO: 3/5
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