di Stefano Di Maria
L’offerta seriale delle numerose piattaforme streaming si è arricchita in questo periodo di serie che raccontano la vita e le opere dei più celebri stilisti mondiali. Fra questi spicca CRISTOBAL BALENCIAGA, la cui omonima miniserie è stata rilasciata da Disney Plus. Uno show ricercato, che sembra da grande schermo per la cura com’è confezionato, come vedremo nella nostra recensione.

CRISTOBAL BALENCIAGA – La trama
Divisa fra passato e presente, ormai regola principe della serialità per indagare la vita e la psicologia dei personaggi, CRISTOBAL BALENCIAGA inizia nel 1971 a Parigi, quando al funerale di Coco Chanel una giornalista inglese riesce a convincere lo stilista a farsi intervistare. Cosa non da poco, perché era molto schivo, aveva sempre rifiutato le luci della ribalta, cui non aveva mai voluto esporre il suo privato, tanto meno la sua omosessualità.
Il dialogo che s’instaura fra i due è il fil rouge per ripercorrere, attraverso i flashback al centro dei sei episodi, gli anni clou dell’ascesa parigina di Balenciaga, sfuggito al franchismo spagnolo per ritrovarsi nella Francia invasa dal nazismo. Fra vittorie e sconfitte, fra drammi privati e amori inconfessabili, la serie si pone a metà tra biografia e period drama.

CRISTOBAL BALENCIAGA – La recensione
Creata da Lourdes Iglesias e diretta da Aitor Arregi, Jon Garaño e Jose Mari Goenaga, la serie targata Disney Plus è molto curata, ha la stessa ossessione per i dettagli del suo protagonista, interpretato da un magnifico Alberto San Juan. L’attore entra appieno nei panni del celebre stilista che ha cambiato la moda mondiale, senza mai scimmiottarlo ma replicando le sue movenze, la sua imperturbabilità, la sua eleganza in modo quasi maniacale. L’impressione è proprio di trovarsi davanti al vero Balenciaga, per quanto nella sua vita avesse tenuto a distanza la stampa e si fosse esposto poco: nemmeno nelle sue sfilate, quando si limitava a osservare le reazioni delle potenziali acquirenti da dietro la tenda (immagine simbolo della serie). Alberto San Juan è eccezionale e indimenticabile soprattutto nella scena in cui mostra un dolore incontenibile per un lutto che devasterà la sua creatività, prima vera emozione che lacera la sua nota compostezza.

Apprezzabile la scelta degli autori di scavare nelll’apparenza dello stilista, indagando il suo privato. Così non vengono risparmiati i due amori della sua vita, vissuta in maniera riservata e nell’eterna paura di essere scoperto. Da applausi il comparto tecnico, col confezionamento di molti abiti e cappelli delle collezioni Balenciaga, mostrati sulle passerelle, fedelissimi rispetto a quelli veri. Un realismo che si nota anche nelle ricostruzioni d’epoca e nelle location, fra cui spicca la vera casa di haute couture parigina, in avenue George V.

Nel complesso CRISTOBAL BALENCIAGA, al netto della lentezza di alcune parti, è l’opportunità per conoscere la vita di un genio della moda, entrando in un mondo affascinante quanto sconosciuto. Il lavoro produttivo è notevole, nella certezza di non restare delusi ma solo se interessa l’argomento.
GIUDIZIO: 4 su 5
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