Senago, Brenna al ‘Salone Satellite’ con la sedia che racconta una favola.
Una sedia che racconta una favola. Si chiama Pinocchio chair ed è la nuova proposta ideata dal designer senaghese Marco Brenna che in questi giorni espone al SaloneSatellite, appuntamento internazionale del design legato al Salone del Mobile, dedicato agli under 35.
Una seconda edizione per Brenna dopo l’esordio del 2022 con il progetto di un tavolo inclusivo in grado di coniugare creatività e pari opportunità.
Pinocchio chair non è l’unica proposta del designer senaghese, che ci ha raccontato questa nuova esperienza a cui hanno preso parte anche altri tre giovani concittadini.
Da dove nasce l’idea della Pinocchio chair?
“E’ un progetto di design che vuole raccontare una storia, quella di Pinocchio. Non il burattino che diceva bugie, ma la marionetta che desiderava fortemente diventare un bambino vero. Da qui nasce l’idea di una seduta sospesa che vuole diventare una sedia vera. Si tratta di una sedia sospesa le cui corde, ancorate a croce sulla seduta, ricordano quelle di un burattino. Proprio il progetto a croce permette di inserire, grazie a un’applicazione degli incastri, apposite gambe in legno”.
Che impressioni ha raccolto al Salone?
“In molti si sono fermati incuriositi, mi hanno fatto i complimenti. Un commento in particolare mi ha emozionato. Quando una donna italiana ha raccontato ad alcuni visitatori stranieri la storia di Pinocchio. Ha spiegato che in Italia è una favola molto conosciuta e molto emozionante”.
Era quello che si aspettava?
“Volevo che il mio progetto non fosse solo design, non fosse solo una sedia. Ma che avesse qualcosa di più, che fosse in grado di raccontare una storia. E Pinocchio è stato la mia favola del design”.
C’è un altro progetto che la vede coinvolta con alcuni amici senaghesi…
“Si. Sono Patrick Fedeli, Riccardo Farina e Manuel Maffezzini. Insieme abbiamo realizzato un’altra idea che abbiamo proposto in questi giorni per il Fuori Salone”.
Di che si tratta?
“Si chiama Frame Project, letteralmente progetto di cornice. Attraverso un gioco di incastri e idee è possibile trasformare un pannello in elementi tridimensionali come uno sgabello o una sedia o altro. L’assemblaggio è semplice e intuitivo senza bisogno di viti. L’utente diventa parte del processo di creazione del mobile traducendo fisicamente un’idea bidimensionale in un oggetto 3D. L’eliminazione quasi totale degli scarti di produzione e degli spazi dell’imballaggio dà vita a una soluzione a basso impatto ambientale nella produzione e nella distribuzione”.
Quali sono oggi i valori aggiunti nel campo del design?
“Sicuramente scelte che siano ecosostenibili in termini di rispetto dell’ambiente ma anche dell’utilizzo di nuovi materiali. Il prototipo di Pinocchio Chair è stato realizzati con una plastica di recupero dai tappi delle bottiglie. Occorre sperimentare anche nuove tecnologie senza però dimenticare che, soprattutto nel Nord Italia, la tradizione del Mobile è legata al mondo degli artigiani che sono il vero valore aggiunto del Made in Italy. E molto del mio design arriva anche dal nostro territorio, come i cuscini, affidati a un’azienda di Senago. E sempre dal territorio senaghese potrebbero arrivare nei prossimi mesi interessanti novità, con diverse idee già in cantiere per il futuro”.
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