Da questa mattina a Solaro, “il prete più ricercato al mondo”. E’ ricercato soprattutto dai narcotrafficanti del Sud America che pare siano disposti a pagare fino a 1 milione di dollari pur di vedere ucciso Alejandro Solalinde, il più importante difensore dei migranti in Messico, responsabile di un centro di accoglienza a Ixtepec, città nel sud del Paese, nel quale ogni anno transitano 20mila migranti. Solalinde è un sacerdote cattolico che dal 2011 vive sotto scorta per il suo impegno contro i narcos e per aver denunciato la corruzione delle autorità pubbliche. Candidato al Nobel per la pace, racconta la sua storia nel libro “I narcos mi vogliono morto. Messico, un prete contro i trafficanti di uomini” (in dialogo con Lucia Capuzzi, Emi, pp.176, euro 15, prefazione di Luigi Ciotti).
Sarà in Italia per numerosi incontri pubblici su invito di Editrice missionaria italiana e Amnesty International Italia. Alle 10.30 ha incontrato le scuole di Varedo per l’inaugurazione della stele in suo onore alla presenza del presidente del Parco delle Groane, Roberto della Rovere, e di alcuni sindaci della zona.
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