Emergono nuovi dettagli dalla strage di Paderno Dugnano, in cui un 17enne ha ucciso madre, padre e il fratellino. Ancora non è definito con precisione il movente che lo ha spinto a impugnare un coltello e uccidere l’intera famiglia Chiarioni nella cuore dell’ultima notte di agosto.
Strage di Paderno, efferatezza sul fratellino con 20 coltellate
Lo avrebbe ucciso con particolare crudeltà colpendolo con 20 coltellate. È uno dei primi particolari che emerge dai rilievi che per tutta la giornata si sono tenuti nella villetta di via Anzio a Paderno Dugnano. La prima vittima della strage della famiglia Chiarioni è il piccolo Lorenzo, 12 anni, appena compiuti a metà agosto. Non è ancora chiaro se il piccolo sia stato colto nel sonno oppure sia scaturita una lite con il fratello più grande reo-confesso. La furia omicida del 17enne è iniziata nella cameretta della villetta di via Anzio. Qui sono stati ritrovati i tre corpi senza vita di madre, Daniela Albano, 49 anni il prossimo 21 settembre, il padre Fabio che proprio quel giorno aveva festeggiato i 51 anni, e il fratellino.
Quest’ultimo appena 12enne frequentava la scuola media Allende che gli ha dedicato per parole della dirigente scolastica un messaggio di cordoglio. “Ciao Lorenzo, buon viaggio. Un saluto che racchiude un mondo di emozioni. È un addio pieno di amore, dolore, sconcerto. Ma anche speranza che, ovunque tu sia ora, tu possa trovare pace. Anche se le parole sembrano insufficienti di fronte a una perdita così tragica, esse rappresentano un modo per tenere viva la tua memoria e per esprimere l’affetto e il legame che continuerà a esistere, nonostante tutto”, scrive Antonella Caniato. “Che tu possa viaggiare sereno, Lorenzo, in un luogo dove il dolore non esiste e dove puoi continuare a brillare come la luce che sei stato in questa vita. Sarai sempre nei cuori di chi ti ha amato, e il tuo ricordo continuerà a vivere attraverso di loro. Buon viaggio, piccolo angelo”.
L’incognita del movente: quella ricerca di libertà e il dubbio sulla premeditazione
Intanto, dopo l’interrogatorio fiume durato oltre 12 ore emergono nuovi dettagli. Il ragazzo avrebbe raccontato agli inquirenti che sarebbe stato alla ricerca della propria libertà. Forse un’esigenza sentita ancora più forte in vista del prossimo 5 ottobre, quando diventerà maggiorenne. Tutti descrivono la famiglia Chiarioni come presente e attenta, ma anche benestante e senza problemi di natura economica: il padre è uno storico costruttore, la madre aveva un negozio di abbigliamento. La mamma era anche rappresentante di classe alla scuola Allende del figlio minore. Ma evidentemente, il ragazzo avrebbe covato rancore e conflitti nel contesto familiare. Tanto che in quella confessione fiume avrebbe accennato a tentativi – o quantomeno pensieri omicidi – anche in passato. Il ragazzo dopo la mattanza ha atteso i carabinieri fuori dalla villetta di via Anzio: indossava solo i boxer ed era ricoperto di sangue. Intanto, la comunità padernese si appresta all’ultimo saluto ai Chiarioni: nel giorno dei funerali sarà proclamato lutto cittadino e sarà osservato un minuto di silenzio alle ore 12, come annunciato dalla sindaca Anna Varisco.
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