In questa “strana” estate uno dei protagonisti in assoluto è stato il “ragno violino”, ragno che nei giorni scorsi ha colpito anche lo scrittore brusugliese Emilio Uggeri mentre si trovava in vacanza come lui stesso ci ha raccontato.
Cormano, morso da un ragno: finisce in ospedale, cosa è successo
“Ho trascorso oltre un mese a Rassa in Valsesia. Proprio due giorni prima che facessi ritorno, ho vissuto questa sgradevole avventura che mi ha causato un grande gonfiore della mano e letteralmente bloccato il dito indice e sono tuttora in parte debilitato alla mano sinistra dopo una decina di giorni. Mi trovavo nel pollaio nella casa in montagna e stavo raccogliendo un po’ d’erba per le mie galline, improvvisamente ho intravisto uscire da un ciuffo d’erba, un piccolo ragno di color rossiccio che camminava veloce. Ebbene il giorno successivo mi sono svegliato e ritrovato con uno strano doloroso gonfiore sulla mano sinistra e mi faceva male anche il dito indice e un po’ anche il pollice. Il gonfiore ed il dolore mi impedivano perfino di usare la mano.
Il giorno successivo il dolore é aumentato anche il gonfiore si é propagato su quasi tutto il dorso della mano. Non riuscivo a muovere il dito indice. Peggiora ulteriormente l’indomani e giunge così il giorno del rientro sabato 24 agosto, con la mano sinistra pressoché inutilizzabile. Giunti alle mie Case Sparse di Brusuglio, mi accorgo che il dorso della mano nel contempo ha assunto l’aspetto di un rosso “salsicciotto”, mi fa male, non riesco a muovere il pollice, l’indice e anche il medio. Ho la mano fuori uso. Così decido di farmi vedere da una farmacista che subito mi consiglia di recarmi ad un pronto soccorso. La mattina seguente vado al pronto soccorso dell’Ospedale Bassini che con un paio di punture e con una pomata, devo dire hanno subito migliorato la situazione della mia mano. Confermando però la puntura di un insetto velenoso”.
Cosa le ha insegnato questa disavventura che non appare comunque ancora totalmente risolta “Consiglio a tutti e sempre dei guanti quando si lavora la terra o per il resto dove si mettono le mani in anfratti. Lì la natura ha pensato bene di nascondere anche piccole insidie che sanno causare notevoli danni, anche ad uno come me che pesa poco meno di 90 kg. Attualmente che ne sono trascorsi una decina di giorni dal morso, il gonfiore appare circoscritto in una zona specifica, anche se il dito indice però continua a dolermi. Maledetta quella “nota” emessa da quel violino che ha ben poco di suono dolce in questi casi.
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