di Stefano Di Maria
E’ una storia di musica e grande amicizia, sullo sfondo dei mitici anni Novanta, quella raccontata dall’attesissima serie HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO, LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883. Una storia di provincia, di illusioni, di coraggio, di un successo travolgente, imprevisto e imprevedibile: quello di due ragazzi di Pavia, due underdog, che in pochi anni diedero vita a una delle band più amate e iconiche della storia della musica italiana. La storia di un’intera generazione: dall’11 ottobre in esclusiva su Sky ogni venerdì e in streaming solo su Now, firmata da Sydney Sibilia (“Smetto quando voglio”, “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”, “Mixed by Erry”), alla regia della sua prima serie.
Qui sotto il trailer
HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO, LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883 – La trama
Pavia, fine anni Ottanta. Max ama i fumetti e la musica americana. È un anticonformista in una città dove non c’è nulla a cui ribellarsi. In più, dopo avere trascurato il liceo per seguire nuove amicizie e serate punk, arriva inevitabilmente la bocciatura. Questo fallimento si rivela in realtà una nuova, fatale opportunità: nel liceo dove si trasferisce ha un nuovo compagno di banco, Mauro. La musica rende Max e Mauro inseparabili. Grazie alla forza trascinante di Mauro, Max abbraccia il suo talento e insieme a lui compone le prime canzoni che verranno prodotte da Claudio Cecchetto. Ma quando il successo li travolgerà, Max e Mauro, così diversi, riusciranno a rimanere uniti?
La serie, che si concentra sui primi anni di carriera della band italiana, è un coming of age che racconta la loro storia e la genesi di alcune delle canzoni più famose.

HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO, LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883 – La recensione dei primi due episodi
E’ chiaro che avere visto solo i primi due episodi del nuovo show Sky Original non consente una visione d’insieme, tuttavia siamo certi che, se questa è la premessa, HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO – LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883 rischia di diventare la serie cult dell’anno. Chi se lo aspettava? Lo ammettiamo: eravamo prevenuti, ma è stato un inizio sorprendente, una felice scoperta che nei prossimi episodi promette ancora molto e meglio. Al punto che, fin d’ora, azzardiamo dovrebbe essere vista dalle nuove generazioni di ragazzi cresciuti fra social e tecnologia, che non immaginano davvero quanto fosse stata emozionante la giovinezza dei loro genitori e zii fra gli anni Ottanta e Novanta: come non farsi rapire dal fascino delle musicassette e degli impianti stereo compatti, dei telefoni a gettoni, delle macchine fotografiche Polaroid, degli improbabili look dei teenagers cresciuti a pane e sogni di riscatto?

E’ stata questa anche la vita di Max Pezzali e Mauro Repetto, interpretati da due attori fantastici: vedendo in scena Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, si viene catapultati in quell’epoca mai dimenticata; gli attori protagonisti (ma non sono da meno i comprimari) sono così ben calati nei rispettivi ruoli che è come se avessero davvero vissuto quegli anni. Il casting è da applausi: avendo letto informazioni in rete, sappiamo che sono altrettanto convincenti anche gli interpreti di Claudio Cecchetto e il primo Fiorello, quello del Karaoke. Da quello che abbiamo visto finora, non fatichiamo a crederlo.

HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO, LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883, col sottofondo dei brani simbolo di quel decennio, sprizza freschezza, gioia di vivere, ingenuità, desiderio di rivalsa e rivincita nei confronti della vita. Tutti aspetti sottolineati dalla scrittura brillante di Sydney Sibilia, Francesco Agostini, Chiara Laudani e Giorgio Nerone; dall’ottima scelta dell’over voice, sempre piacevole, mai ingombrante come quella insopportabile Joe Goldberg nella serie YOU; dalla ricostruzione degli anni Novanta, con location e ambientazioni perfette. Una serie che di sicuro lascerà il segno.
Infine facciamo un plauso a Sky, che con questo titolo e UN’ESTATE FA riporta in auge anni che hanno il sapore del mito, proprio come la canzone degli 883.
GIUDIZIO: 3,5/5
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