Martedì leggevo alcune notizie di cronaca e attualità:
A Ercolano tre giovani sono morti nell’esplosione di una fabbrica abusiva di fuochi d’artificio, che peraltro era intestata a una tredicenne.
In provincia di Lecce un 26enne, nel giorno del suo compleanno, ha inalato gas esilarante da un palloncino, si è sentito male ed è morto.
A Giugliano un bambino di dieci anni ha accoltellato un ragazzino di tredici che voleva rubargli il pallone.
Il livello di inquinamento dell’aria di New Delhi ha superato di 50 volte il limite individuato dall’Oms.
La Svezia diffonde un manuale di sopravvivenza alla guerra e tra l’altro consiglia di fare scorta di ragù.
Nelle fogne di Varsavia è stato trovato il virus della poliomielite.
Una notizia peggio dell’altra, in un giorno qualunque. E vi ho risparmiato quelle su suicidi e omicidi.
La sensazione che provo è molto preoccupante, come di un mondo che va alla deriva, con sempre più paure e sempre meno principi morali, sempre più sete di profitto e sempre meno socialità.
Ci sarà ancora una speranza? Forse sì, perché tra le notizie ho trovato anche questa: “In Corea del Sud oltre mezzo milione di studenti delle scuole superiori si cimenta nell’esame più difficile della vita, quello per accedere all’università. Per farli concentrare sono sospesi i voli aerei e alle prof è vietato portare i tacchi”. Insomma, c’è ancora qualcuno che mette i giovani davanti a tutto, c’è ancora una speranza.
Piero Uboldi
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