di Stefano Di Maria
La prima produzione rumena di Netflix si chiama SUBTERAN, richiamando idealmente la SUBURRA italiana ma facendo riferimento – guardando alla traduzione letterale – al sotterraneo, in estensione il mondo criminale che opera ai margini ma ha tentacoli con la politica e l’imprenditoria. La mafia è molto radicata in Romania: il tema, per quanto abusato, non poteva che essere d’obbligo per la prima messa in scena seriale della realtà di Bucarest. Questa la nostra recensione.

SUBTERAN – La trama
Cami, esperta d’informatica, assiste in videochiamata all’omicidio del suo fidanzato poliziotto, Luca. Ad averlo ucciso è la figlia troppo zelante di una famiglia di criminali di Bucarest, che ha così compromesso la sua missione. Cami, in lutto, finisce suo malgrado nel mondo dello spionaggio affiancata dal collega di Luca, che lavorava sotto copertura, pronta a tutto per difendere la sua famiglia.

SUBTERAN – La recensione
La miniserie creata da Steve Bailie non porta nulla di innovativo nel panorama seriale, sia a livello produttivo che di contenuti. Ciò non toglie che sia un prodotto altamente godibile, con un intreccio ricco di colpi di scena e azione. Nel modo in cui è girato lo show, non c’è nessun particolare virtuosismo, eppure la tensione è mantenuta alta dal primo al sesto episodio, senza mai annoiare.
Estremamente convincente la protagonista Ana Ularu, che si cala alla perfezione nel ruolo di una madre disperata, finita suo malgrado in un mondo violento e senza scrupoli, disposta a tutto per salvare suo figlio. Buone le altre interpretazioni, anche se i personaggi – colpa di una scrittura che ha forti limiti – sembrano fin troppo stereotipati.

La miniserie affronta vari temi che attirano l’attenzione dello spettatore: le criptovalute sempre più diffuse in un mondo ultra tecnologico, l’hackeraggio di capitali frutto della criminalità, la corruzione ai livelli più alti delle istituzioni (problema che affligge particolarmente la società rumena).
E’ palese che, realizzando SUBTERAN, non ci fosse la volontà di creare un capolavoro ma di porre delle buone basi per avviare nuove produzioni made in Romania, che ha indubbie potenzialità per riservarci sorprese in futuro.
VOTO: 3/5
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