di Stefano Di Maria
In una fase in cui Netflix diventa sempre più una piattaforma generalista, la sorpresa è dietro l’angolo: basta consultare con attenzione il catalogo per trovare AMERICAN PRIMEVAL, un piccolo capolavoro seriale che è un mix di western, azione e drama. Se il western vi fa storcere il naso, vi togliamo ogni dubbio: questa è una miniserie avvincente e così ben confezionata che alla fine del sesto episodio (per altro in modo tragico) fa rimpiangere che sia conclusa. Ma è per stomaci forti, vi avvisiamo: dentro c’è una violenza inaudita.
Qui sotto il trailer ufficiale
AMERICAN PRIMEVAL – La storia
La miniserie targata Netflix è ambientata nel 1857, il periodo storico dell’America che precede la guerra civile: quando i pionieri mormoni dello Utah e il governo degli Stati Uniti entrano in un conflitto sfociato in una violenta rivolta. Sarah Rowell (Betty Gilpin) è disposta a tutto per portare il figlio dal padre, oltre le montagne innevate, e per riuscirci paga Isaac Reed (Taylor Kitsch). Durante la traversata troveranno molti ostacoli e rischieranno spesso la vita.
Intanto, tutt’attorno, è battaglia fra l’esercito degli Stati Uniti, i mormoni e i pellerossa. In queste terre brutali non c’è un rifugio sicuro e conta un solo obiettivo: la sopravvivenza.

AMERICAN PRIMEVAL – La recensione. Un violento scontro fra culture, religioni e comunità
Per la violenza che dilaga in ogni episodio, con uccisioni brutali, rapimenti, stupri e lotte fratricide, consigliamo la visione di ognuno dei sei episodi per singole sessioni. Ogni puntata lascia senza fiato, suscita orrore ed è intrisa di una tensione narrativa che spinge a prendersi del tempo per metabolizzare quanto si è visto. Ma è anche come se AMERICAN PRIMEVAL andasse centellinato come un vino pregiato.
Fra gli sconfinati paesaggi dello Utah, cristallizzati da una fotografia che ne mette in luce la bellezza in tutte le sue sfumature, nulla è come dovrebbe: a guidare gli uomini è solo il desiderio di possesso, che non si ferma di fronte a nulla. Man mano che procede la storia, si nota quanto l’innocenza e la tranquillità non stiano più di casa, perdendo la battaglia contro l’odio e la paura. Non c’è pace da nessuna parte, perché in qualunque momento si può venire attaccati senza alcuna compassione.

La serie esamina il violento scontro fra culture, religioni e comunità di uomini e donne che combattono e muoiono per non perdere ciò che hanno e mantenere il controllo del territorio. E’ quindi l’occasione per farci conoscere l’America pre guerra civile, con tutte le tensioni che si contrapponevano per avere la meglio sugli altri, sui diversi. Una guerra che si combatte oggi in molte parti del mondo, con e senza armi.

In scena Betty Gilpin e Taylor Kitsch fanno scintille. Non si toccano né si sfiorano fino all’ultimo episodio, eppure i loro occhi, i loro gesti tradiscono la forte attrazione, il desiderio di stare insieme e proteggersi a vicenda. I due attori sono perfetti nel rappresentare il senso di umanità e giustizia che era raro in quel mondo. AMERICAN PRIMEVAL vuole lanciare proprio questo messaggio: che di fronte al male non va mai persa la speranza nel genere umano, capace di affrontare qualunque cosa per sopravvivere e fare del bene.
VOTO: 4/5
Trovate qui tutte le nostre recensioni
https://www.ilnotiziario.net/wp/serie-tv/
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




