di Stefano Di Maria
L’ultima produzione Netflix in Polonia si chiama HOOLIGAN, miniserie in cinque episodi che racconta il mondo delle tifoserie di calcio violente e criminali. E’ la storia di un ragazzo che, sedotto dal denaro e dal cameratismo, si unisce a un gruppo di ultras, ritrovandosi coinvolto in una violenta rivalità coi tifosi di una squadra di calcio avversaria. Lo show, come vedremo nella nostra recensione, ambisce a lasciare il segno nella serialità di questo nuovo anno, dimostrando una volta di più – se ce ne fosse ancora bisogno – che i polacchi sanno il fatto loro in ambito cinematografico, che sia piccolo o grande schermo.

HOOLIGAN – La trama
Alle prese con la dura realtà della vita e attratto dal richiamo del denaro facile, l’adolescente Kuba decide di ignorare i consigli della madre e di seguire lo scellerato esempio paterno, entrando a far parte di un gruppo di ultras del posto. L’adrenalina delle risse con i tifosi rivali, però, degenera quando la sua nuova ragazza si trova in difficoltà economiche. Determinato ad aiutarla a ogni costo, il ragazzo mette a punto un piano rischioso, tradendo la fiducia del gruppo e spingendosi con lei in un mondo pericoloso, dove ogni passo sembra condurre verso un punto di non ritorno.
HOOLIGAN – La recensione
La violenza senza controllo delle tifoserie ultras, il desiderio di appartenenza, i loro legami con la criminalità, i rapporti familiari conflittuali, ma anche il cattivo esempio dei padri che ricade sui figli. Sono questi i temi affrontati dalla miniserie Netflix, che ci porta nel sottobosco del mondo del calcio, quello più duro e crudele, dove gruppi organizzati di tifosi non si fanno scrupolo di massacrare i rivali: ne esce il ritratto di una realtà fatta di persone che sfogano nel branco il loro vuoto esistenziale, il disagio e l’emarginazione sociale.
Lo show non si ferma qui: descrive anche i legami che, talvolta, gli ultras hanno con la malavita. Il personaggio di Kuba, magnificamente interpretato da Grzegorz Palkowski, è ben tratteggiato nella sua evoluzione psicologica: da giovane quasi timido, in cerca della sua identità, si trasforma in un criminale spietato, capace delle peggiori efferatezze per vendetta. Di contro, piange quando confessa alla sua ragazza che gli manca: soltanto lei fa uscire quei pochi scampoli di umanità che gli restano. Kuba sembra agire come se sapesse che il suo destino è segnato, per nulla preoccupato di rischiare di perdere la libertà.

Una vita, la sua, che rispecchia quelle di tante persone che appartengono alle tifoserie violente, per le quali la fedeltà al gruppo è tutto, pur rischiando di finire in carcere.
Un mondo sconosciuto ai più ma che HOOLIGAN disvela come atto di denuncia. E lo fa grazie a una regia che sa dosare senza noia dialoghi e azione con un realismo disarmante, avvalendosi di un comparto tecnico eccellente: perfetta la costruzione scenica della realtà sportiva polacca, intrisa di una carica di violenza e rabbia che finiscono col trascinare nel baratro anche le famiglie.
C’è da sperare in una seconda stagione.
VOTO: 3/5
Trovate qui tutte le nostre recensioni
https://www.ilnotiziario.net/wp/serie-tv/
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram





