Alessandro Impagnatiello ha pianificato l’omicidio della compagna Giulia Tramontano per quasi sei mesi, fin da quando lei gli aveva annunciato la gravidanza.
Giulia Tramontano, omicidio pianificato da almeno 6 mesi
Lo scrivono i giudici della Corte d’Assise di Milano nelle motivazioni della condanna all’ergastolo per omicidio pluriaggravato, occultamento di cadavere e procurato aborto. L’uomo, ex barman dell’Armani Café, ha ucciso la fidanzata al settimo mese di gravidanza nella loro casa di Senago nel maggio 2023.
Secondo la Corte, Impagnatiello ha tentato più volte di avvelenarla con veleno per topi e ammoniaca, come dimostrano le ricerche online effettuate tra dicembre 2022 e maggio 2023. La decisione di accoltellarla è maturata il 27 maggio, dopo che Giulia aveva incontrato la sua collega-amante e aveva smascherato il suo doppio gioco. Sentendosi umiliato e privo di vie d’uscita, l’uomo ha scelto di agire con violenza immediata, abbandonando i precedenti tentativi di avvelenamento.
Aggravante della crudeltà per l’omicidio di Giulia Tramontano a Senago
Per l’omicidio, Impagnatiello ha preparato la scena: ha rimosso il tappeto e coperto il divano con un telo, per poi aggredire Giulia con 37 coltellate appena lei è rientrata a casa. I giudici evidenziano la crudeltà del gesto, poiché i colpi sono stati inferti quando la vittima era ancora viva e consapevole della morte imminente anche del bambino che portava in grembo.
Dopo il delitto, l’assassino ha tentato di bruciare il corpo nella vasca da bagno, come dimostrano ulteriori ricerche sul web (es. “ceramica bruciata vasca da bagno”). Tuttavia, il tentativo non ha avuto successo e Impagnatiello, nel panico, ha nascosto il cadavere a soli 800 metri da casa, dove è stato ritrovato dagli inquirenti.
La sentenza sottolinea la premeditazione e la ferocia del delitto, respingendo qualsiasi attenuante per l’imputato.
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