Chiesto il giudizio immediato per Riccardo Chiarioni che si avvia ad affrontare il processo per la strage di Paderno Dugnano. Nella notte, tra il 31 agosto e il 1 settembre, aveva sterminato la sua famiglia: mamma, papà e fratellino di 12 anni. Per lui, l’accusa è di triplice omicidio aggravato.
Strage di Paderno, chiuse le indagini: chiesto il giudizio immediato
La procura dei minori ha chiuso le indagini sulla strage familiare di Paderno Dugnano. Ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Riccardo Chiarioni, che un mese prima di diventare maggiorenne, aveva sterminato la famiglia. Lo avrebbe fatto con 68 coltellate indirizzate dapprima verso il fratellino di 12 anni, poi verso la madre di 49 e infine verso il padre di 51. La furia omicida che ha sconvolto l’Italia intera è scattata poche ore dopo il compleanno del papà. Lo avevano festeggiato in famiglia nella villetta di via Anzio. Poi quando tutti sono andati a letto, Riccardo, ancora minorenne, era sceso in cucina. Ha preso un coltello ed è risalito nelle camere per mettere in pratica un piano che in base a quanto avrebbe raccontato agli inquirenti covava da tempo. “Volevo essere immortale, uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero”, aveva detto nelle ore successive.
Riccardo Chiarioni: le ombre sul ragazzo che ha sterminato la famiglia
A distanza di sei mesi si sono concluse le indagini ed emergono particolari riportati da Repubblica. Se confermati, potrebbero aiutare a mettere a fuoco il profilo del ragazzo. Agli inquirenti avrebbe confessato di aver provato hashish, marijuana e cocaina nell’ultimo anno prima dell’omicidio. Inoltre, emergono anche alcuni dettagli sui libri che sarebbero stati custoditi nella cameretta del ragazzo. Gli inquirenti avrebbero trovato una copia del Mein Kampf di Adolf Hitler, ma anche il Manifesto di Karl Marx e Se questo è un uomo di Primo Levi. Su un quaderno, Chiarioni avrebbe annotato anche i discorsi di Benito Mussolini, accompagnati da disegni di aquile romane e fasci littori. Tutti indizi che sembrano suggerire una sorta di fascinazione del ragazzo per l’immaginario nazifascista.
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