L’anno prossimo nella mia cittadina ci saranno le elezioni amministrative, c’è bisogno di scegliere un nuovo sindaco. Quasi quasi mi candido. Ma sì, in fondo la mia città la conosco bene, la racconto da quasi 40 anni, in Consiglio comunale non c’è nessuno che abbia un’esperienza politica così lunga. E poi in passato più volte mi è stato proposto.
Perchè non farlo? Forse perché appena ti siedi sulla poltrona arrivano decine di persone bisognose a chiederti una casa, e tu non hai case da dare?
Ti chiedono un lavoro, e tu non sai cosa rispondere? O forse perché devi partecipare a cerimonie, incontri, eventi e cene che ti rendono assai complicata la vita familiare? Forse perché i soldi da spendere a bilancio sono pochi ma i leoni da tastiera pronti a insultarti moltissimi?
O magari perché è un lavoro pericoloso, che rischia di farti finire in tribunale solo perché qualche dipendente comunale dimentica una certificazione, un documento, una firma, poi succede un incidente e nei guai ci finisci tu?
Cari lettori, a noi tutti spesso capita di criticare i nostri sindaci per ogni genere di motivo, ma sappiate che ricoprire quella carica è assai difficile e a volte perfino pericoloso. No, io non mi candido a sindaco, amo tanto la mia città, ma non ho la stoffa per farlo. Lascio questa incombenza ad altri. E poi… se io facessi il sindaco, chi scriverebbe con tanto amore della mia città e dei suoi guai?
Piero Uboldi
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