Garbagnate, alla scoperta del reparto di Gastroenterologia.
La Gastroenterologia è una specializzazione medica alla quale, per diverse patologie, sono in molti a rivolgersi. E’ anche una delle discipline presenti negli Ospedali di Rho e Garbagnate, reparto guidato dal primario Dr. Gianpiero Manes. Il Notiziario lo ha intervistato per conoscere meglio sia lui come persona e come medico, sia le attività del reparto.
Gianpiero Manes, primario di Gastroenterologia a Garbagnate si presenta
Si può presentare ai lettori del Notiziario?
“Sono nato a Napoli 60 anni fa ed a Napoli ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Federico II. Mi sono specializzato a Napoli prima in Medicina Interna e poi in Gastroenterologia, passando però in questo periodo 3 anni in Germania prima nella Università di Ulm, poi in quella di Magdeburg, dove mi sono formato come gastroenterologo. Rientrato in Italia, ho lavorato sino al 2005 presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli e nel 2005 mi sono trasferito nella Gastroenterologia dell’Ospedale Sacco di Milano. Dal 2014 sono primario della Gastroenterologia dell’Asst Rhodense sui due ospedali di Rho e Garbagnate”.
Come è giunto alla scelta di fare il medico?
“Credo di non aver mai desiderato altro che fare il medico visto che, per quanto mi ricordo, da bambino ho sempre sognato e detto di voler diventare da grande un dottore”.
Ha trovato, lungo questo cammino, un “mentore”?
“Potrei dire che mio padre sia stato per me un costante esempio. il suo esempio e la sua guida sono stati per me fondamentali. Ancora oggi ho dentro di me le parole e gli esempi dei miei maestri, il dr Franco Uomo con cui ho cominciato a lavorare al Cardarelli e che mi ha fatto appassionare alla Gastroenterologia, il prof Peter Malfertheiner, gastroenterologo di fama mondiale, con cui ho lavorato in Germania per 3 anni, ed il prof Gabriele Bianchi Porro, il miglior gastroenterologo italiano dell’epoca (siamo nel 2005) che un giorno mi ha telefonato e mi ha invitato a lavorare da lui al Sacco”.
Soddisfatto di come guida il reparto?
“Sono molto contento in quanto si tratta di un reparto che ho potuto plasmare circondandomi di medici di valore a cui ho trasmesso passione e cultura. Quando sono diventato primario l’Azienda aveva due reparti di Gastroenterologia, uno a Rho ed uno a Garbagnate, entrambi molto validi e ben diretti, ma singolarmente piccoli e quindi inevitabilmente poco visibili e mancanti di alcune attività. Il pensionamento quasi contemporaneo dei due primari ha permesso di riunificare i due reparti in una unica struttura da me diretta. In questi anni la nostra attività scientifica ci ha portato a pubblicare articoli sulle più importanti riviste mondiali di Gastroenterologia ed abbiamo partecipato alla stesura di varie linee guida delle Società Europea di Endoscopia e di quella italiana; è sempre fonte di soddisfazione per me il fatto che le linee guida europee sul trattamento dei calcoli delle vie biliari abbiano come primo auto re il sottoscritto. Tantissimi medici vengono a formarsi da noi per imparare l’endoscopia e la gastroenterologia. Abbiamo una convenzione con le due Università di Napoli che ogni anno porta un paio di medici ad un internato di 12 mesi nel corso dei quali, imparare l’endoscopia operativa; siamo centro di formazione dell’Università di Pavia e 4-5 specializzandi in Gastroenterologia frequentano i nostri reparti”.
La struttura che dirige di che cosa si occupa?
“La nostra struttura copre tutti i diversi aspetti della Gastroenterologia e di questo ne vado fiero. Penso sia uno dei pochi reparti in Lombardia con queste caratteristiche. Ho un fortissimo gruppo di endoscopisti guidati dalla dottoressa de Nucci a Garbagnate e dal dr. Devani a Rho, che eseguono tutte le procedure endoscopiche diagnostiche ed operative oggi disponibili, con una particolare competenza e passione per la patologia del pancreas e delle vie biliari, l’asportazione di varie lesioni dell’apparato digerente. Il gruppo di esperti di malattie infiammatorie intestinali, guidati dal dr Saibeni a Rho e dalla dottoressa Morganti a Garbagnate, segue migliaia di pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn. Il gruppo epatologico con le dottoresse Arena, Reati e della Corte segue le varie patologie del fegato. E poi ho tantissimi giovani di valore, molti dei quali si sono formati da noi ed hanno scelto di rimanere”.
Garbagnate, alla scoperta del reparto di Gastroenterologia. Progressi e progetti
Vi sono stati progressi nella cura delle patologie?
“La Medicina in generale e la Gastroenterologia in particolare hanno avuto negli ultimi 20 anni uno sviluppo incredibile con l’introduzione di moltissimi nuovi farmaci e tecniche endoscopiche, che hanno cambiato il trattamento dei pazienti. Quando ripenso ai momenti in cui ho cominciato a lavorare, mi sembra di fare oggi un altro lavoro. È un momento estremamente interessante per chi comincia a fare il medico ed il gastroenterologo ed il futuro si preannuncia ancor più stimolante. Gli endoscopi diventano sempre più precisi e performanti; l’intelligenza artificiale avanza anche in Gastroenterologia; ogni giorno abbiamo nuovi farmaci che ci permettono di trattare in modo preciso e sicuro patologie che prima consideravamo non curabili. Lo sviluppo tecnologico e le nuove terapie rendono sempre più importante la collaborazione tra le diverse specialità”.
Riesce a ritagliarsi uno spazio per sé e la famiglia?
“Il tempo non basta mai, ma quel poco che rimane dopo una giornata di lavoro è destinato principalmente alla famiglia, i figli Sophia e Maximilian e la moglie Sandy e da qualche hobby. Mi piace andare in moto con i miei amici e, soprattutto, mi piace la subacquea. Ho un gruppo di amici sommozzatori con cui al fine settimana ci immergiamo nei vari laghi lombardi o in varie destinazioni marine”.
Progetti in cantiere rivolti al pubblico dei pazienti e/o ai suoi collaboratori?
“Ormai ho 60 anni e comincio a vedere il termine della mia carriera. Guardandomi dietro mi sembra di aver fatto e raccolto tanto. Il grosso della mia attività è oggi orientato a dare spazio ai miei colleghi più giovani creando per loro un ambiente stimolante dove crescere ed affermarsi. La mia più grande soddisfazione è quando un mio collaboratore riceve riconoscimenti professionali e scientifici. Il dr. Devani sta per diventare primario dell’ospedale di Gallarate; la dr.ssa de Nucci è riferimento nazionale della patologia del pancreas per la Società Italiana dei Gastroenterologi Ospedalieri ed uno dei più affermati endoscopisti in Italia; il dr. Saibeni è uno dei riferimenti nazionali della patologia infiammatoria intestinale. E poi c’è la nostra attività scientifica: ogni articolo che pubblichiamo su una rivista internazionale è fonte di immensa gioia ed è impressionante pensare che i nostri siano letti in tutto il mondo”.
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