Qualche settimana fa scrivevamo dell’invito della Ue a tenere pronta una borsa nel caso avvenga un attacco militare o altro tipo di emergenza. Se ne sono ben accorti settimana scorsa gli spagnoli, con il drammatico blackout nazionale: la borsa in Spagna quel giorno sarebbe servita (al suo interno infatti vanno messe tra le altre cose anche torcia, pile e una radiolina).
Ma forse è il caso che la prepariamo anche noi, per prudenza, perché la situazione globale sta peggiorando. La Russia dichiara che, se oggi (9 maggio) ci saranno attentati alla Parata della Vittoria, Kiev non vedrà sorgere il sole il 10, ossia sarà distrutta, evidentemente con armi atomiche; la Cina invia per ben 4 giorni Xi Jinping a Mosca, segno evidente che l’alleanza si sta rafforzando; l’India martedì ha attaccato il Pakistan lanciando decine di missili (e sono due Paesi con armi nucleari); gli analisti ipotizzano che la Russia possa accettare uno stop alla guerra in Ucraina, ma solo perché vuole rafforzarsi per ulteriori guerre; la Cina annuncia la creazione della “Via della seta artica” e manda navi e aerei da guerra nello stretto di Bering provocando gli americani… per non parlare poi della questione Taiwan che prima o poi esploderà.
Insomma, noi europei possiamo anche continuare a parlare di pace, ma occorre tenere gli occhi ben aperti perché la sensazione è che qualcosa di brutto possa davvero succedere.
Piero Uboldi
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