di Stefano Di Maria
C’è una serie che vale da sola l’abbonamento a Disney+: è GOOOD AMERICAN FAMILY, una produzione americana di genere drama, tratta da una vicenda vera che non si è ancora chiusa nelle aule di tribunale. Anzi, proprio al momento dell’uscita della serie, come viene spiegato nei titoli di coda, sta entrando nel vivo la vertenza giudiziaria. Una storia tanto più inquietante perché viaggia su un doppio binario di verità, com’era già avvenuto con DISCLAIMER (ma quella era un’opera di fantasia). Protagonista è Ellen Pompeo, la Meredith di GREY’S ANATOMY, affiancata da un Mark Duplass in splendida forma e dalla sorprendente Imogen Faith Red. Ecco perché ci è piaciuta.
Qui sotto il trailer ufficiale di Disney+
GOOD AMERICAN FAMILY – La trama
La serie racconta dell’adozione di Natalia Grace, una bambina affetta da nanismo, da parte di Kristine e Michael Barnett. I genitori adottivi, convinti che abbia strani comportamenti che mettono in pericolo i loro figli e la vita di Kristine, decidono di abbandonarla dopo averle fatto cambiare legalmente l’età: in realtà, secondo i medici cui si sono rivolti e il vero certificato di nascita, avrebbe 22 anni e si sarebbe finta bambina per farsi pagare le operazioni mediche. Ma le cose stanno davvero in questo modo?

GOOD AMERICAN FAMILY – La recensione
La vicenda al centro della serie targata Disney+, in otto episodi da circa un’ora, è perfettamente costruita, al netto di qualche forzatura per esigenze televisive, attorno ai tre protagonisti, di cui analizza ogni sfaccettatura psicologica. Bisogna tuttavia superare lo scoglio del primo episodio, che sembra quasi surreale: dal secondo fila liscio come l’olio, puntellato da una nutrita serie di colpi di scena e situazioni che instillano dubbi e un’angoscia che si trasforma quasi in paura (diverse le scene al limite del film horror).

La storia, nella sua seconda parte, solleva forti interrogativi sulla moralità, sul senso di giustizia e sulla redenzione. E’ negli ultimi episodi che si alza il velo su una verità diversa rispetto a quella che si è appresa fino a quel momento: davvero Natalia era pericolosa per la famiglia o è stata la madre adottiva pericolosa per lei? Un ribaltamento di prospettiva che esplora temi come la dinamica familiare, la fiducia, l’inganno e la ricerca della verità. L’evidenza davanti a cui ci pone GOOD AMERICAN FAMILY è che talvolta crediamo alla narrazione, solo a una versione dei fatti, pensando sia una realtà inconfutabile quando basterebbe sentire l’altra versione, approfondire, per farsi un’idea più completa. In questa vicenda, però, i dubbi restano: così come in tribunale deve fare ancora chiarezza, la serie lascia non pochi interrogativi aperti.

La performance di Ellen Pompeo è buona ma soffre del ruolo di Meredith che ha cucito addosso, difficile da scrollarsi dopo vent’anni di GREY’S ANATOMY. E’ come una sorta di maledizione, così come per il DEXTER DI Michael C. Hall, che infatti è tornato a vestire quei panni. Colpa della serialità, che fa affezionare ai personaggi a tal punto da non riuscire più a distinguerli in altri ruoli.
IL NOSTRO VOTO:
3.5/5
Trovate qui tutte le nostre recensioni
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




