
Niente più foto di minori sui social? Sembrerebbe proprio di si.
Una recentissima sentenza del Tribunale di Mantova potrebbe “fare legge”. Si tratta di un caso di due genitori separati di due bambini di uno e tre anni e mezzo.
La madre, da cui i bambini risiedono, ha pubblicato su Facebook qualche foto dei piccoli: foto normali, foto che magari abbiamo pubblicato anche noi un’ora fa. La festa di compleanno, il primo giorno di asilo, le vacanze al mare…
Il padre dei bambini non sembra però avere gradito molto la cosa, e ha fatto causa all’ex-moglie, vincendola.
La donna ora dovrà rimuovere dai social, per il momento si parla di Facebook, tutte le foto in cui compaiono i figli.
L’intento di proteggere i minori è più che lodevole, ma come sempre, non è tutto oro quello che luccica.
La sentenza recita: “L’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi (…) la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate”.
Però se esiste il consenso da parte di entrambi i genitori, conviventi, separati o divorziati che siano, si possono pubblicare tutte le foto che si vogliono, ovunque.
Un controsenso? Esiste una legge che regolamenti la pubblicazione di fotografie di minori sui social? Naturalmente stiamo parlando di foto normali, scattate da genitori e parenti, e non di materiale pornografico.
Facebook, ma anche tutti gli altri social, hanno un regolamento apposito per la materia? Sembrerebbe di no, dal momento che tutti i social sono invasi da bellissimi faccini di bambini.
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Sicuramente i cattivi rapporti tra i due ex-coniugi mantovani hanno sollevato un problema che richiederebbe regole ben precise, e non solo sentenze che “fanno legge”.
Quindi genitori, munitevi di un bel bastone da selfie e divertitevi tra voi. Per le foto dei pargoli rispolverate invece il caro e vecchio album di famiglia. Ma state attenti: in Europa si è già registrato qualche caso di 18enni che hanno denunciato i genitori per le loro foto da bambini pubblicate in rete.
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