Ci sono cose nella vita che non si possono comprare neppure avendo a disposizione una montagna di soldi, ma si possono solo conquistare con cuore, passione e impegno. Che cosa? L’amicizia vera, l’amore vero, ma anche… il Premio Nobel per la Pace.
Settimana scorsa l’edizione 2025 del Nobel è stata vinta da María Corina Machado, coraggiosa avversaria del dittatore venezuelano Maduro. Donald Trump ambiva a vincere quel premio, ma non ci è riuscito, malgrado l’accordo di pace tra Israele e Hamas. E’ giusto che il Nobel non sia stato assegnato a Trump?
Il Notiziario ha svolto un sondaggio sul proprio sito, dal quale è emerso che circa tre quarti di chi ha risposto è d’accordo nel non avergli assegnato il premio. Anch’io concordo con loro, non per odio verso Trump, bensì per opportunismo: Trump ci tiene moltissimo ad essere insignito del Nobel per la Pace al pari di gente come Mandela e Luther King e nei mesi scorsi si è davvero impegnato per far cessare le ostilità su diversi fronti (Israele e Iran, Congo e Ruanda, Cambogia e Thailandia, India e Pakistan, Armenia e Azerbaigian…).
Poi è arrivato l’accordo (fragile) Israele-Hamas. Bene, ma secondo me non basta: Trump è l’unico che ha mezzi e modi per porre fine al conflitto più ampio e devastante in atto oggi, la guerra tra Russia e Ucraina; il Nobel io glielo darei certamente, ma solo dopo che sia riuscito a far cessare anche quella guerra.
(pubblicato sul Notiziario settimanale del 17 ottobre 2025)
Piero Uboldi


