Novate, due falsi tecnici le rubano tutto l’oro.
La scorsa settimana una famiglia novatese ha vissuto davvero una brutta avventura. Una storia brutta anche perché le vittime sono due anziani di quasi novant’anni che si sono fidati di due falsi tecnici dei caloriferi. Il tutto è avvenuto mercoledì 29 ottobre di mattina, intorno alle 10.30 nel quartiere Benfica, quindi in pieno giorno e con tanta gente in giro a fare commissioni.
Abbiamo contattato la figlia della coppia che ci ha raccontato quanto è successo. “Mio padre di mattina presto è uscito di casa e si è trovato di fronte un uomo che gli ha chiesto in quale scala abitasse, spacciandosi per un tecnico dei caloriferi e spiegando che doveva fare un sopralluogo a causa di una segnalazione di perdita d’acqua, ma mio padre non gli ha dato retta. Più tardi, presumo lo stesso uomo, ha avvicinato mia madre, che ha 86 anni, ma è molto sveglia e indipendente, che intorno alle 10.30 rientrava a casa dopo aver fatto la spesa.
Aveva con sé il carrellino e mentre andava verso l’ascensore è stata avvicinata appunto da quest’uomo che le ha chiesto di poterla aiutare a portare il carrellino su per la rampa di scale. Guadagnata la sua fiducia, l’uomo ha raccontato di essere un tecnico dei caloriferi e che doveva fare un sopralluogo anche in casa sua in quanto era stata segnalata un’importante perdita d’acqua proprio nell’abitazione al piano di sopra”.
Novate, attenzione ai falsi tecnici: vittima donna di 86 anni
A quel punto la donna, che ancora non si sa spiegare come ha potuto fidarsi, lo ha fatto entrare in casa ed è arrivato anche un secondo uomo. Mentre uno dei due “tecnici” intratteneva in cucina il marito con la scusa di provare ad accendere e spegnere l’acqua, l’altro è andato in camera da letto con la signora. E da quel momento la donna non ricorda più molto bene cosa è successo, forse è stata intontita spruzzando qualche sostanza.
“Ricorda che l’uomo le ha detto che l’acqua dei caloriferi rovina l’oro e le ha fatto aprire l’armadio, prendere tutto l’oro, metterlo sul letto e poi in un sacchetto. Mia madre ricorda poco, anch’io e mia sorella le abbiamo chiesto di ripeterci bene cosa è successo, ma non è in grado di dirlo. Ad un certo punto l’uomo le ha chiesto di togliersi anche l’oro che indossava in quel momento e a quel punto mia mamma ha capito che c’era qualcosa che non andava e ha iniziato ad urlare chiedendo a mio padre di chiamarmi. Io sono corsa li in pochi minuti. Ma quei pochi minuti sono bastati a due uomini per fuggire”.
Il sospetto che in qualche modo la donna sia stata intontita o “ipnotizzata” c’è, lei non ricorda quasi nulla e di norma è molto scettica e molto attenta, Infatti, come ci spiega la figlia, non si dà pace per quello che le è accaduto, è spaventata e si colpevolizza. Ma purtroppo questi truffatori, perché è così che vanno chiamati, sono molto bravi e riescono a conquistare la fiducia anche delle persone più attente.
“Siamo andati immediatamente a sporgere denuncia dai Carabinieri e abbiamo provato a descrivere i due uomini. Intorno ai 50 anni, parlavano bene l’italiano, ma mia mamma non è sicura fossero italiani, vestiti bene e avevano in bella mostra un badge, ma non ricorda cosa ci fosse scritto”.
L’attenzione deve restare alta, i Carabinieri hanno raccontato alle due donne che ultimamente ci sono molti casi simili a Novate e non solo, e proprio per questo il Comune, la Polizia locale e i Carabinieri hanno organizzato una serie di incontri anti-truffe che sono tuttora in corso a Villa Venino.
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