di Stefano Di Maria
Quando ci sono attori straordinari, ogni storia ha un potenziale dirompente. Lo dimostra THE BEAST IN ME, titolo Netflix finito subito nella top ten a ungiorno dall’uscita sulla piattaforma a stelle e strisce. Non poteva essere diversamente: sia per l’annunciato grande ritorno della protagonista di HOMELAND sia per la qualità e di questa produzione, che appare evidente fin dal primo episodio. Per questo si è meritata la nostra promozione quasi a pieni voti.
Qui sotto il trailer italiano ufficiale di Netflix
THE BEAST IN ME – La trama
Dopo la tragica morte del figlio, l’acclamata scrittrice Aggie Wiggs (Claire Danes) si ritira dalla vita pubblica incapace di scrivere e diventa il fantasma di se stessa. Ma trova un improbabile soggetto per un nuovo libro quando la casa accanto viene acquistata da Nile Jarvis (Matthew Rhys), un famoso e formidabile magnate del settore immobiliare che un tempo era il principale sospettato per la scomparsa della moglie.
Inorridita e allo stesso tempo affascinata da quest’uomo, Aggie si ritrova a cercare compulsivamente la verità, a inseguire i demoni dell’uomo e a fuggire dai propri, in un gioco del gatto e del topo che potrebbe rivelarsi mortale.
THE BEAST IN ME – La recensione
Quante volte, d’istinto, abbiamo voluto il male di qualcuno solo perché ci ha fatto arrabbiare, o perché responsabile del nostro malessere o di un’ingiustizia subita? Fargli davvero del male o solo pensarlo, alla fine, sono la stessa cosa? Affronta questa linea di confine, forse più sottile di quanto pensiamo, THE BEAST IN ME. Ci mette di fronte allo specchio, interrogandoci su dove potremmo arrivare senza il filtro della ragione e della consapevolezza di cosa è bene e cosa è male. E’ come se il personaggio di Nile, mettendo Aggie di fronte alla vendetta consumata al posto suo, ponesse lo spettatore di fronte alla sua bestia interiore, alla parte più oscura di sé.

Claire Danes e Matthew Rhys funzionano (ma non avevamo dubbi). Fra loro c’è chimica, sono estremamente credibili in quello che ben presto si rivela il gioco del gatto e del topo, insinuando continuamente dubbi sulle intenzioni dell’uno e sulla capacità di reagire dell’altra. Fino all’epilogo, forse un po’ sbrigativo ma comunque sorprendente per il ruolo di un terzo personaggio che si rivelerà provvidenziale proprio quando tutto sembra perduto.

THE BEAST IN ME tiene avvinghiato lo spettatore alla poltrona non solo per il suo ritmo serrato, per i colpi di scena e le sequenze al limite dello splatter, ma anche per i dialoghi taglienti e per lo scandagliare la psicologia dei personaggi pur con brevi flashback (a parte l’intero penultimo episodio ambientato nel passato, forse troppo didascalico).
Chiudiamo la nostra recensione convinti che la serie Netflix abbia tutte le carte in regola per aggiudicarsi qualche premio internazionale. Si accettano scommesse.
IL NOSTRO VOTO
4/5
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