Si chiamava Enrico Celeghin ed era una delle colonne di PizzAut, la pizzeria inclusiva di Milano e Monza. Un progetto che ha fatto il giro d’Italia. Celeghin era originario di Paderno Dugnano, in particolare di Palazzolo Milanese, e negli ultimi anni era il braccio destro di Nico Acampora nonché suo amico fraterno.
(8 dicembre 2025): PizzAut riapre oggi, in attesa dei funerali di Enrico Celeghin
PizzAut chiusa per lutto: è morto Enrico Celeghin
“Non avremmo mai voluto fare questo post. Oggi PizzAut rimarrà chiusa tutto il giorno per un gravissimo e improvviso lutto”, sono le parole che Nico Acampora affida alla pagina Facebook di PizzAut. È una giornata di festa da dimenticare per la pizzeria inclusiva. Nella notte è morto Enrico Celeghin, 62 anni, di Paderno Dugnano. Una colonna del locale di Monza, ma soprattutto un amico e il braccio destro di Acampora. “Siamo spiacenti con tutte le persone che avevano prenotato e programmato il pranzo o la cena da PizzAut ma siamo sicuri possiate capire il nostro stato d’animo ed il nostro dolore. Ne i ragazzi ne nessuno di noi è in grado di lavorare”.
Chi era Enrico Celeghin, originario di Paderno Dugnano
Celeghin era il papà di Matteo il Gigante, uno dei primi pizzaioli di PizzAut che ha dato vita a questo progetto. Celeghin c’era all’apertura del ristorante di Cassina de Pecchi e ancora di più due anni fa per l’avvio di quello di Monza. Enrico avrebbe voluto stare a casa con suo figlio, ma aveva preso un impegno per fare del bene ai figli che non sono i suoi… e quindi è stato tutto il giorno insieme a me… e a loro”, scriveva Acampora alla vigilia dell’apertura. “Enrico avrebbe potuto farne a meno, in fondo suo figlio è assunto a tempo indeterminato ormai da due anni… e potrebbe quindi disinteressarsi del progetto tanto ormai il suo è sistemato. Invece Enrico è ancora più presente di prima… perché lo fa per gli altri ragazzi come il suo, per costruire più occasioni per tutti“.
Celeghin aveva portato i ragazzi di Acampora dal Papa
Enrico Celeghin ha guidato anche la comitiva di ragazzi che tre anni fa arrivò in Vaticano a trovare Papa Francesco. L’immagine del Santo Padre con il grembiule rosso della pizzeria sociale fece il giro del mondo. “Incontrare il Papa e trasmettergli il nostro messaggio, per noi genitori di ragazzi autistici è stato un traguardo impagabile”, ci raccontava al ritorno di quel viaggio nell’aprile 2022. Celeghin aveva viaggiato da Milano a Roma portando il food truck di PizzAut fin dentro al Vaticano. “All’alba ho superato il colonnato, dove ci siamo posizionati per tutta la giornata: abbiamo sfornato oltre 240 pizze per i senzatetto di Roma”. Tra queste c’era anche una pizza speciale, pensata proprio per questo momento. Hanno sfornato “Il cantico delle creature”, realizzata per Papa Francesco. Con lui, c’era anche suo figlio Matteo: 29 anni, due campionati mondiali della pizza alle spalle e primo pizzaiolo autistico assunto a tempo indeterminato. “Per Matteo è stato un traguardo impensabile. Per lo Stato italiano questi ragazzi sono guariti a 18 anni. Ci dicevano di non perdere tempo. Oggi va in moto, ha la macchina e un lavoro”, ci raccontava con gli occhi pieni di speranza.
Celeghin portò PizzAut anche a Palazzolo e alla Stahl dove lavorò
Prima di dedicare interamente il suo tempo al progetto di PizzAut, Celeghin ha lavorato come perito chimico alla Stahl Italia di Palazzolo. Riuscì a organizzare una serata con tutti i dipendenti per far conoscere il valore di questo progetto. Nel 2020, pochi giorni prima dell’inizio della pandemia, aveva portato PizzAut nella sua Palazzolo. Era riuscito a mettere a tavola oltre 300 persone all’interno dell’oratorio. Per Acampora era “un amico e un uomo straordinario”, Celeghin si vedeva sempre al ristorante di Monza insieme alla moglie impegnati a seguire i ragazzi. Ripeteva sempre una frase, che condivideva con Acampora: “è così bello essere i protagonisti di una speranza”.
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