Dopo GIRL TAKEN la piattaforma Paramount+ si supera con una nuova miniserie, LITTLE DISASTERS, che affronta il delicato tema della depressione post partum ma non solo. Con protagonista un gruppo di donne, rievoca BIG LITTLE LIES, di cui riesce quasi a doppiare i fasti. Ecco che cosa ne pensiamo.
Qui sotto il trailer ufficiale di Paramount+
LITTLE DISASTERS – La trama
Una dottoressa chiama i servizi sociali per segnalare la sua cara amica Jess: la figlia è finita in pronto soccorso con un trauma che potrebbe essere stato provocato da una violenza domestica.
Da quel momento si scatena una serie di eventi che minano non solo il matrimonio di Jess, ma anche l’amicizia di un gruppo di donne, a loro volta alle prese con situazioni di coppia che nascondono segreti e bugie dietro la maschera della perfezione.

LITTLE DISASTERS – La recensione
Diciamo subito che l’interpretazione della protagonista Diane Kruger (già vista nel bellissimo THE BRIGE) è straordinaria. Qui smette i panni da poliziotta per incarnare una madre disturbata, combattuta fra l’amore che prova per la figlia e i mostri che convivono in lei. E’ perfetta nel mettere in scena tutto il suo dolore, la sua ansia, le sue paure, insinuando il dubbio che possa essere responsabile di quanto accaduto. Verrebbe da dire che sia lei a reggere sulle sue spalle l’intera miniserie, se non fosse che il resto del cast si ritaglia un suo spazio grazie a una scrittura e a una regia ben calibrate, che valorizzano ogni sfaccettatura psicologica dei rispettivi personaggi quanto quello di Jess.

Durante la visione è impossibile non ripensare a BIG LITTLE LIES, cui LITTLE DISASTERS sembra ispirarsi nel legame fra le quattro amiche, ciascuna delle quali nasconde un dramma esistenziale che cela dietro la maschera del perbenismo. Anche qui c’è un giallo che sarà risolto alla fine, forse in modo troppo frettoloso ma comunque sorprendente e senza quella sospensione dell’incredulità della quale abusano molto prodotti del genere. Certo, nel corso dei sei episodi, ci sono sbavature e qualche incongruenza, ma al netto di questi difetti resta una serie che non si dimentica. Anche per il realismo con cui viene affrontato il tema centrale: la depressione post partum e i rischi di far del male al proprio bambino.
IL NOSTRO VOTO
8
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