Giornata di forti disagi ieri per i pendolari lombardi a causa dell’ennesimo sciopero di Trenord, con numerose segnalazioni di treni cancellati o in forte ritardo anche durante le fasce di garanzia. A raccontare quanto accaduto sono stati soprattutto gli utenti sui social, dove si sono moltiplicati post e commenti di viaggiatori rimasti bloccati nelle stazioni, sotto la pioggia e con temperature rigide.
Secondo quanto emerso dal dibattito online, il nodo centrale resta il mancato rispetto dei servizi garantiti, previsti nelle fasce orarie 6-9 e 18-21. Alcuni utenti hanno però ricordato come, anche in quelle finestre, i treni possano essere soppressi per adesioni allo sciopero comunicate all’ultimo momento o per cause tecniche, situazione che consente il rimborso del biglietto ma non evita i disagi immediati.
Ennesimo sciopero di Trenord con fasce di garanzia non rispettate, monta la rabbia dei pendolari
Proprio sul tema dei rimborsi si sono concentrate molte critiche. In particolare, chi viaggia con abbonamenti integrati come “Io Viaggio” ha segnalato l’impossibilità di dimostrare l’effettivo utilizzo della linea: «Come faccio a chiedere il rimborso se non c’è tracciabilità di dove viene timbrato l’abbonamento?» è una delle domande rimaste senza risposta.
Numerose anche le testimonianze sulle condizioni delle stazioni, come quella di Parabiago, descritta da alcuni pendolari come simbolo di una situazione ormai cronica, tra scioperi frequenti e disservizi quotidiani. Non sono mancati commenti amari anche sulla giornata successiva allo sciopero, con ritardi giustificati da “preparazione treno” o dal maltempo, giudicati dai viaggiatori come motivazioni ormai ricorrenti.
Il confronto tra utenti si è acceso rapidamente, con una spaccatura netta tra chi difende il diritto di sciopero e chi, al contrario, parla di una protesta “incivile” che penalizza sempre gli stessi, ovvero lavoratori e studenti. In diversi interventi viene sottolineato come, al di là della legittimità della mobilitazione, «i treni inseriti nella lista ufficiale dei garantiti dovrebbero circolare per legge».
Disagi Trenord, dito puntato contro Regione Lombardia
La discussione, a tratti molto aspra, restituisce il quadro di una stanchezza diffusa tra i pendolari, che chiedono maggiore chiarezza sul funzionamento delle fasce di garanzia e strumenti più efficaci per ottenere rimborsi, soprattutto in caso di abbonamento. Dito puntato contro Regione Lombardia e i dirigenti dell’azienda ferroviaria regionale accusati dell’incapacità di gestire il servizio. Una tensione che, sciopero dopo sciopero, continua a crescere lungo le linee ferroviarie lombarde.




