Ospedale di Bollate, ecco l cosa sta succedendo.
Nelle scorse settimane abbiamo scritto dell’inaugurazione ufficiale dell’Ospedale di comunità di Bollate, che vede al terzo piano del Padiglione 1970 la presenza di un reparto di sub-acuti con venti posti letto, nel quale vengono ricoverati pazienti provenienti da diversi altri reparti degli ospedali dell’Asst, che non possono essere dimessi poiché necessitano ancora di cure e assistenza diretta. Il reparto prevede la presenza di infermieri h24, mentre il personale medico è presente solo di giorno, ma sempre reperibile in caso di necessità.
Questo reparto è un’esperienza in un certo senso nuova nel panorama sanitario (a Bollate è attivo da più di un anno, anche se l’inaugurazione ufficiale si è tenuta solo poche settimane fa): è una sorta di “area intermedia” che si sta sviluppando e sta crescendo giorno dopo giorno, nell’ottica di una Sanità più moderna ed efficiente.
Sicuramente per Bollate è un punto di partenza importante, rispetto a quando il nostro prezioso ospedale era stato chiuso, e altrettanto sicuramente l’impegno che ci stanno mettendo personale medico e infermieristico è massimo, perché loro stessi credono in questo progetto. Tuttavia, dall’esperienza degli utenti e dei familiari di questi mesi sono emersi diversi aspetti che è necessario migliorare e senza dubbio si chiede un maggior impegno da parte della direzione dell’Asst affinché questo reparto possa diventare un nuovo fiore all’occhiello.
Ospedale di Bollate, problemi e risorse
Il problema principale riguarda sicuramente la riabilitazione: a Bollate non è presente una vera e propria riabilitazione, ci vorrebbe in tale campo qualche servizio in più per perfezionare i percorsi riabilitativi motori. Ci sono poi altre questioni da affrontare, prima tra tutte la questione radiologica: a quanto ci risulta, se un paziente ricoverato necessita una lastra, dev’essere caricato in ambulanza e portato in un altro ospedale, sebbene a Bollate ci sia una Radiologia, che però è solo per utenti esterni.
Insomma, il reparto “intermedio” di Bollate è importante, ma è altrettanto importante che non ci si fermi qui ma si lavori per farlo crescere. E lo stesso ospedale potrebbe crescere: quando gli ambulatori del Sacco oggi presenti a Bollate torneranno a Milano, cosa ne sarà di quegli spazi? Si creeranno servizi sanitari utili agli utenti o si metteranno lì degli uffici?
Ecco come si trasformerà l’Ospedale di Bollate
La vera svolta sarebbe quella di creare a Bollate un “Ambulatorio di primo soccorso dei codici bianchi”: chi ha una slogatura, un mal di testa forte, chi necessita di punti di sutura, o ha subito piccoli infortuni domestici o scolastici, perché deve andare ad affollare i pronto soccorso della zona che sono già al collasso, quando potrebbero essere dirottati in un semplice ambulatorio? Se si avesse il coraggio di compiere questo passo, la nostra Asst potrebbe diventare di esempio per tutte le aree metropolitane italiane, che hanno il grosso problema dell’affollamento dei Pronto soccorso. Il problema è che a livello politico locale è sempre mancato il coraggio di porre questa come la prima battaglia da portare avanti a livello sovracomunale. Forse perchè la politica locale non è capace?
Piero Uboldi




