Scappano all’alt dei carabinieri e la fuga termina a Rovello Porro. È qui, in via Vittorio Veneto, che si è chiuso nel primo pomeriggio di ieri un rocambolesco inseguimento iniziato nel Comasco e concluso nel territorio rovellese con tre arresti e un quarto uomo riuscito a dileguarsi a piedi.
Non si fermano all’alt, parte l’inseguimento, 3 arrestati a Rovello Porro
Tutto è cominciato intorno alle 13.30 a Beregazzo con Figliaro, lungo la provinciale Lomazzo-Bizzarone. Una pattuglia del Radiomobile di Como ha intimato l’alt a una Jeep, poi risultata a noleggio, insospettita dalla presenza dell’auto in quella zona. Durante il controllo dei documenti, però, il conducente ha improvvisamente inserito la retromarcia, ripartendo a forte velocità in direzione Appiano Gentile e urtando alle gambe entrambi i militari.
Ne è nato un inseguimento ad alta tensione, con manovre pericolose che hanno messo a rischio gli altri automobilisti in transito. La corsa si è conclusa a Rovello Porro, dove i carabinieri sono riusciti a bloccare il mezzo e tre dei quattro occupanti. Il quarto è riuscito a fuggire a piedi, facendo perdere le proprie tracce. Nelle fasi concitate dell’arresto, uno dei carabinieri è stato colpito alla spalla e al braccio destro.
Con l’arrivo di una seconda pattuglia, i tre fermati sono stati identificati: si tratta di due uomini di 48 e 58 anni e di una donna di 35 anni, tutti di origine peruviana e irregolari sul territorio nazionale.
La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di scoprire un vero e proprio “tesoro”: numerosi gioielli in oro, orologi di pregio, altri preziosi, occhiali di varie marche, oltre a contanti in diverse valute. In particolare sono stati trovati circa 1.700 euro, 300 franchi svizzeri, 150 corone ceche, 150 lei romeni, 1.000 pesos cileni e 5.000 franchi delle colonie francesi d’Africa. Il sospetto è che la refurtiva possa essere collegata a furti commessi nella vicina Svizzera.
I tre arrestati sono stati trasferiti nel carcere del Bassone di Como e dovranno rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che di ricettazione. Proseguono le indagini per rintracciare il quarto componente della banda e per risalire all’esatta provenienza dei preziosi sequestrati.
Redazione Online




