Grande gesto di Achille Lauro che ha fatto visita ai ragazzi sopravvissuti alla tragedia di Crans-Montana e ancora ricoverati all’ospedale Niguarda di MIlano.
Era stato il loro desiderio. Dopo averlo visto sul palco di Sanremo, dopo aver ascoltato la canzone che lui aveva dedicato proprio a loro, i ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana — ancora ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano per le gravi conseguenze della tragedia di Capodanno — avevano espresso un unico, semplice desiderio: poterlo incontrare di persona.
Achille Lauro non si è fatto aspettare.
Il cantante romano ha varcato le porte del Niguarda per incontrare i giovani sopravvissuti al rogo che nella notte di Capodanno aveva devastato il chalet di Crans-Montana, in Svizzera, portando via alcune vite e lasciando ferite profonde — fisiche e non — in chi era riuscito a salvarsi. Non una visita di facciata, ma un incontro lungo e partecipato: Lauro ha incontrato anche i ragazzi già dimessi, tornati appositamente, e alcuni genitori, compresi quelli di chi non ce l’ha fatta.
Achille Lauro in visita al Niguarda per i ragazzi di Crans-Montana, il grazie dell’assessore Bertolaso
A rendere pubblica la visita è stato l’assessore regionale alla Sanità della Lombardia, Guido Bertolaso, con parole cariche di emozione: «Dopo la sua esibizione a Sanremo, dopo quella canzone dedicata a loro, i ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana ricoverati all’ospedale Niguarda hanno espresso un desiderio: poter conoscere Achille Lauro. Oggi il mio ringraziamento va a un cantante, ma soprattutto a un ragazzo, davvero speciale. Lauro con la sua disponibilità e dolcezza ha saputo portare un po’ di gioia nel cuore di quei ragazzi che tanto hanno sofferto.»
Bertolaso ha voluto ringraziare anche Carlo Conti, che ha contribuito ad organizzare l’incontro dietro le quinte.
Il legame tra Achille Lauro e questi ragazzi era nato settimane fa, sotto i riflettori del Festival. Dal palco dell’Ariston, il cantante aveva dedicato loro un pensiero e una canzone, in un gesto che aveva colpito il pubblico e, soprattutto, chi quella notte di Capodanno stava ancora cercando di riprendersi. Quel filo, partito dalla televisione, si è trasformato ieri in una stretta di mano, in uno sguardo diretto, in qualcosa di difficile da raccontare ma facile da sentire.
La tragedia di Crans-Montana del 31 dicembre scorso aveva scosso profondamente l’Italia: diversi giovani italiani erano rimasti coinvolti nell’incendio dello chalet, con vittime e numerosi feriti gravi, molti dei quali tuttora in fase di recupero presso il centro grandi ustionati del Niguarda.
Gabriele Bassani


