È l’ospedale Niguarda di Milano il punto di riferimento per l’accoglienza e la cura dei feriti italiani coinvolti nella tragedia di Crans Montana, in Svizzera. Nella giornata di oggi sono arrivati in elicottero i primi tre connazionali: una ragazza di 29 anni e due ragazzi milanesi di 16 anni. Tutti sono intubati e presentano ustioni gravi, estese tra il 30 e il 40 per cento del corpo, secondo le informazioni trasmesse dall’ospedale di Sion.
Tre giovani feriti gravi di Crans Montana ricoverati all’ospedale di Niguarda
Ad accoglierli il centro grandi ustionati del Niguarda, una delle strutture di eccellenza a livello internazionale per il trattamento di questo tipo di traumi. «Il centro ustioni è pronto con 18 posti letto – ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – siamo disponibili a prenderci carico di pazienti di ogni nazionalità. Questa è la struttura in cui possiamo garantire la migliore assistenza». La disponibilità è stata formalmente comunicata al Governo svizzero attraverso il Ministero degli Esteri.
Incendio ed esplosione nella notte a Crans Montana, sono 6 gli italiani ancora dispersi
Intanto resta drammatico il bilancio dell’esplosione avvenuta nella notte di Capodanno a Crans Montana: 47 morti, 6 italiani dispersi e 13 ricoverati. La tragedia si è consumata all’interno di un bar affollato di giovani che stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno.
Un incendio, probabilmente innescato dalle candele accese sulle bottiglie di spumante, si sarebbe propagato in pochi istanti, intrappolando decine di persone, molti dei quali adolescenti e diversi cittadini italiani.
«Potrebbero arrivare altri due italiani, ma al momento le loro condizioni sono troppo critiche per affrontare il trasporto», ha aggiunto Bertolaso. Nel frattempo è stata attivata una squadra di specialisti, il burn assessment team, in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, che nella notte valuterà le condizioni degli italiani ricoverati negli ospedali svizzeri per stabilire eventuali trasferimenti in Italia. A supporto dei familiari delle vittime e dei feriti è stato inoltre messo in campo un team di psicologi.




