Agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicazione, 66enne continua a perseguitare la ex sui social e finisce in carcere.
L’ossessione del 66enne domiciliato a Monza gli è costato l’arresto e il trasferimento in carcere, visto che i domiciliari con braccialetto elettronico e divieto imposto di comunicazione con le persone offese con qualsiasi mezzo non gli sono bastati a fargli cambiare atteggiamento.
Codice rosso per la ex e il nuovo compagno, 66enne continua a perseguitarli con i social e finisce in carcere
Il 16 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Muggiò hanno tratto in arresto un 66enne domiciliato a Monza, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Monza.
L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, appena un mese fa, a marzo, era stato sottoposto alle restizioni domiciliari a seguito di reiterate minacce e ingiurie rivolte alla sua ex compagna e al convivente di quest’ultima, condotte che avevano già attivato le procedure di tutela previste dal “Codice Rosso”.
Gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma, supportati da riscontri tecnici e testimonianze, hanno permesso di documentare ripetute violazioni alle prescrizioni imposte dal giudice. In diverse occasioni, infatti, il 66enne avrebbe continuato a vessare le vittime utilizzando dispositivi elettronici per stabilire contatti attraverso varie piattaforme social.
Il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Monza, condividendo gli elementi raccolti dai militari dell’Arma, ha richiesto e ottenuto dal Gip l’aggravamento della misura con la custodia cautelare in carcere. L’arrestato è stato quindi condotto presso la Casa Circondariale di Monza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




