A Bollate un giovane sospetto è stato più volte segnalato dai cittadini in centro: identificato dalla Polizia locale è stato portato in una struttura protetta.
Si è conclusa positivamente la vicenda che negli ultimi giorni aveva destato preoccupazione tra i residenti di Bollate. Grazie a un’operazione congiunta tra Polizia Locale, Autorità Giudiziaria e servizi sanitari, un giovane che si aggirava con fare sospetto nel cuore della città è stato rintracciato e messo in sicurezza.
L’allarme era scattato a seguito di numerose segnalazioni giunte al Comando di via De Amicis. Diversi cittadini avevano notato il ragazzo sostare per ore, o talvolta dormire, sulle panchine del centro, nei campi di via dei Dossi e all’interno del giardino della Biblioteca comunale. Nonostante non fossero stati segnalati episodi di violenza, la sua presenza fissa in luoghi così frequentati aveva creato un diffuso senso di disagio tra i passanti e le famiglie.
Gli accertamenti immediati avviati dagli agenti hanno permesso di ricostruire il profilo del giovane. È emerso che il ragazzo era già destinatario di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, che ne disponeva l’inserimento per un anno in una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), una struttura sanitaria specializzata per percorsi assistiti in ambiente protetto.
Giovane sospetto in centro a Bollate, un caso complesso, l’intervento della Polizia locale
L’esecuzione del provvedimento non è stata immediata a causa della mancanza di posti letto disponibili nella struttura designata. Per evitare che il giovane continuasse a vagare senza assistenza, la Polizia Locale ha attivato un fitto coordinamento con il Magistrato di sorveglianza.
Inizialmente, è stato ottenuto un collocamento temporaneo presso il reparto di Psichiatria dell’Ospedale di Garbagnate. Infine, nella giornata di ieri, gli agenti di Bollate hanno provveduto all’accompagnamento definitivo del ragazzo presso una struttura a Castiglione delle Stiviere, che ha confermato la disponibilità all’accoglienza.
L’intervento sottolinea l’importanza del controllo del territorio, non solo in chiave repressiva, ma come strumento di raccordo sociale e sanitario. Dal Comando sottolineano come situazioni di tale complessità richiedano una sinergia costante tra forze dell’ordine e istituzioni mediche per garantire, contemporaneamente, la sicurezza urbana e il supporto necessario alle persone fragili.




