I primi dati hanno cominciato a circolare a inizio febbraio, quando si è diffusa la notizia che nell’ultimo trimestre del 2017 gli utenti mondiali di Facebook sono rimasti online 50 milioni di ore in meno al giorno; la notizia ha fatto perdere diversi punti di valore percentuale alle azioni del colosso Usa quotate in borsa. Poi è stato il quotidiano economico “Milano Finanza”, il 17 febbraio scorso, ad aprire la prima pagina col titolo “Facebook, è cominciato il declino?”, spiegando che “crollano gli utenti sotto i 25 anni”.
Sì, perché è proprio questo il punto: Facebook un tempo era il canale di comunicazione dei giovanissimi, adesso invece la moda sta cambiando: ci sono analisti che prevedono addirittura che il declino sarà rapido, da qui la spiegazione del repentino calo di valore delle azioni.
Ma dove vanno oggi i giovani? Non illudiamoci che tornino a uscire di casa per ritrovarsi nelle grandi compagnie, come avveniva un tempo. Semplicemente, sta avvenendo una frammentazione: Facebook è stato il primo vero fenomeno globale, ma adesso la concorrenza è molta, le possibilità di scelta ampie e sempre più evolute. Ora va molto Instagram e tanti giovani si stanno appassionando a Snapchat, un social alla cui base c’è la segnalazione del proprio “stato”.
E’ la moda del momento, che presto potrà essere soppiantata da un’altra moda, poi un’altra e un’altra ancora… Se poi aggiungiamo l’imbarazzante (e grave) scandalo scoppiato lunedì, il declino potrebbe davvero essere cominciato.
Piero Uboldi
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