Scriveva Karl Popper nel 1994 nel suo saggio “Cattiva maestra televisione” che il ruolo educativo dei mass media è importante e agisce inconsciamente sul pubblico, che spesso si adegua in maniera passiva assumendo comportamenti standardizzati e pericolosi per la società.
Tutti noi, immersi nella quotidianità, vivendo tra la gente e usando i social, osserviamo la gamma di emozioni che le notizie accendono, dividendoci spesso in fazioni contrapposte: pro Salvini o contro, pro Euro o contro, pro vaccini o contro…
Ma appartenere a una o all’altra fazione è abbastanza per darci l’idea di un’identità? Il dubbio non ci appartiene o siamo noi che non vogliamo appartenergli?
Protestare affinché le cose cambino (ma poi… da un lato o dall’altro?) le cambierà mai veramente?
Avere opinioni diverse può continuare a generare scontri o può cominciare a generare incontri e creare soluzioni condivise. La scelta è nostra.
La rabbia nasconde sempre una sofferenza, se guardiamo quella potremo sentire anche la sofferenza degli altri, vedere cosa ci unisce e non cosa ci divide. Sulla superficie siamo diversi, ma in profondità ci muovono le stesse emozioni.
Un antico testo, “Il Sutra del Loto”, ci dice che gli eroi chiamati a salvare la Terra siamo noi. Il nostro valore è veramente immenso e ha senso condividerlo. Ma prima dobbiamo sapere di essere noi quegli eroi, creare valore con la nostra vita e il nostro esempio.
Basta imparare a riflettere prima di giudicare e di reagire, un allenamento quotidiano costante, come un seme che pian piano germoglia fino a diventare albero e poi foresta.
Piero Uboldi
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