
YOU, serie in streaming disponibile sulla piattaforma Netflix, è stata una piacevole scoperta.
La sua originalità sta nell’essere un po’ comedy romantica e un po’ thriller, una formula finora sperimentata solo da KILLING EVE.
Come a voler dimostrare che dietro al volto più ingenuo e solare, la tipica persona della porta accanto, può nascondersi un inimmaginabile cuore nero, capace delle azioni più efferate. Per questo YOU ti sorprende quando meno te lo aspetti, lasciandoti senza fiato.
Tutto comincia con l’incontro fra Jo, proprietario di una libreria di New York, e Beck. Inizialmente, ingannati dalla voce narrante di Jo fuori campo (a proposito, azzecatissima la voce del doppiatore David Chevalier per il protagonista Pen Padgley, lo ricordate in GOSSIP GIRL?), pensiamo di trovarci di fronte a una bella storia d’amore: forse un po’ scontata, ma raccontata bene.
Andando avanti, però, l’amore del libraio si trasforma in ossessione, al punto da rivelarsi uno stalker.
E qui entra in scena non solo la mente perversa del protagonista, che arriva a seguire la sua preda (interpretata dalla brava Elizabeth Lail) ovunque senza farsi mai notare, ma anche il ruolo che i social network possono avere in un simile contesto psicologico o in ambiti più innocenti: consentono infatti di spiare chiunque, perché se sei online puoi mettere tutte le restrizioni che vuoi ma la tua vita privata non resterà più tale.

Nella mente contorta di Jo è possibile fare qualunque cosa pur di salvare il proprio amore: anche uccidere chi può ostacolarlo. Mantenendo però quel lato umano che, malgrado tutto, fa affezionare a lui noi spettatori, facendoci macinare puntata dopo puntata prima di cominciare effettivamente a odiarlo. Come se la storia raccontata fosse lo specchio della vita: amare e voler bene a una persona, pur percependo che potrebbe avere una mente disturbata, è possibile? Non per Beck, che quando scopre la verità tenterà di tutto per uscirne viva (meglio non proseguire per evitare spoiler).
Applausi alla fotografia, che passa dai colori accesi di case e strade newyorkesi alle tonalità spente della cantina segreta di Jo, quasi a simboleggiare la sua mente oscura.
In conclusione: YOU non è certo un capolavoro, ma merita di essere visto se cercate una pausa più leggera dalle serie tv più impegnate.
Qua e là noterete sbavature (suvvia, è impossibile inseguire ossessivamente una persona in bar e luoghi all’aperto senza essere notati), ma conviene sospendere l’incredulità per riflettere sullo stalking e sui rischi legati ai social media dei giorni nostri.