La pandemia che stiamo vivendo in questi mesi è la prima emergenza globale della storia dell’umanità in cui i social sono protagonisti. La prima e speriamo anche l’ultima, perché tra Facebook, Instagram e Whatsapp circolano migliaia e migliaia di notizie vere, mezze false e del tutto fasulle, migliaia di video di esperti e presunti esperti, c’è chi giura che il virus arriva da un laboratorio, dai cinesi, dagli americani, dagli alieni, c’è chi grida che è tutta una montatura o che è un castigo di Dio, chi sbraita che le mascherine sono inutili o chi le ritiene indispensabili, chi giura che la vitamina A combatte il Covid, chi invece assicura che è la vitamina D la soluzione… Insomma, il caos totale.
A contribuire a questo caos ci hanno pensato anche due noti personaggi: il presidente degli Usa Donald Trump e il premier inglese Boris Johnson. Loro sono i leader di due grandi Paesi, ma noi, piccoli italiani, abbiamo tutto il diritto di ricordarci ciò che hanno dichiarato quando in Italia già si cominciava ad avere paura.
Ve lo ricordate Trump quando il 10 febbraio disse che il virus sarebbe stato debellato in poche settimane dall’arrivo della bella stagione? Ma ve lo ricordate? Adesso ha un Paese quasi in ginocchio.
E Johnson quando il 16 marzo disse che non bisognava contrastare il virus, bisognava lasciare che si diffondesse per creare l’immunità di gregge? Adesso che a rischiare di morire è lui, chissà se è ancora di quell’idea. Insomma, come se non bastassero i social a seminare caos, ecco due veri Campioni del mondo. Di che cosa? Decidetelo voi.
Piero Uboldi
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




